Brandizzo, il racconto di uno dei superstiti

Brandizzo

Ha parlato Andrea Girardin Gibin, collega dei cinque operai morti

La tragedia di Brandizzo non può lasciare indifferenti e di ora in ora emergono dettagli e retroscena. A Corriere della sera ha parlato Andrea Girardin Gibin caposquadra della Sigifer, collega dei cinque operai morti sulla linea ferroviaria tra Torino e Milano.

«Ho visto la morte in faccia. Il treno non l’ho neanche sentito arrivare. Ho alzato lo sguardo e sono stato abbagliato dalle luci del convoglio. Mi sono lanciato in avanti, sul secondo binario. Lo spostamento d’aria provocato dal treno mi ha buttato a terra»,

Ansime a lui, a pochi metri l’altro sopravvissuto, il tecnico manutentore di Rfi, Antonio Massa.

I due sono sotto shock e sono sopravvissuti insieme ai macchinisti che erano alla guida del convoglio: Marcello Pugliese e Francesco Gioffrè.

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«Quella che ci ha colpito è una grande tragedia. Siamo distrutti. Ci sentiamo vicini alle famiglie dei nostri lavoratori. Anche noi in azienda siamo rimasti senza parole. Non abbiamo mai vissuto nulla del genere. Le vittime non erano solo operai per noi, ma collaboratori. Alcuni sono con noi da 25 anni, altri da 5 o 6, gli ultimi da sei mesi. Ora voglio capire che cosa sia accaduto. C’è un’inchiesta in corso. Quello che so è che i ragazzi, i miei ragazzi, erano parte di una famiglia che ora cerca delle risposte».

A dirlo, sempre a Corriere Franco Sirianni, il direttore generale della Si.gi.fer di Borgo Vercelli.

Il sindaco della città di Borgo Vercelli, Mario Demagistri ha aggiunto: «L’azienda è un fiore all’occhiello per Borgo Vercelli , una ditta storica del paese con alle spalle più di vent’anni di attività, ed è una delle cinque ditte accreditate da Rfi per lavorare sulle linee ferroviarie».

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