Morte Angelo Onorato, omicidio o suicidio? Oggi l’autopsia

È giallo sulla morte di Angelo Onorato, marito dell'eurodeputata Francesca Donato

Morte Angelo Onorato, omicidio o suicidio? Oggi l’autopsia che potrebbe fornire maggiori risposte su cosa sia accaduto

L’autopsia sul corpo di Angelo Onorato sarà effettuata oggi, 28 maggio, e dagli esiti si potrebbero avere risposte importanti per fare chiarezza sulla morte dell’imprenditore marito dell’eurodeputata Francesca Donato.

Il corpo dell’uomo è stato rinvenuto nel suo suv su una bretella tra Capaci e Carini (Palermo) con una fascetta stretta intorno al colle, la quale ne avrebbe causato il decesso per asfissia. Sarebbe questa la prima valutazione fatta dal medico legale dopo l’ispezione cadaverica.

La Procura ha aperto un’inchiesta per omicidio, un atto dovuto per permettere le indagini e l’esecuzione dell’autopsia. Tuttavia, l’ipotesi del suicidio resta per gli inquirenti la più accreditata. Secondo le prime risultanze, nessuna auto o persona a piedi si è avvicinata all’auto dell’uomo, che però si trovava in un punto cieco che non permetteva alle telecamere di riprenderla per intero. Sarebbe plausibile l’ipotesi di una fuga a piedi di una persona, che avrebbe scavalcato il muro, di circa 2 metri, che delimita l’autostrada.

Gli inquirenti hanno ascoltato anche un amico avvocato dell’uomo, che avrebbe ricevuto da Onorato una lettera, da affidare alla moglie in caso di un suo decesso, in cui ci sarebbero – secondo indiscrezioni – i nomi di alcuni creditori. Il contenuto della lettera non è stato ancora reso noto.

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La moglie e i familiari di Onorato si dicono convinti che si sia trattato di omicidio. Solo le indagini potranno chiarire i fatti. Intanto, la moglie di Onorato ha scritto su X: “Sto vivendo i momenti più difficili e devastanti della mia vita. Il dolore è inimmaginabile. Prego tutti di astenersi da speculazioni sulle cause della morte di mio marito. Ci sono indagini in corso, lasciamo lavorare la polizia. Ringrazio dal profondo del cuore tutti coloro che in queste ore tremende hanno avuto parole di affetto per il mio adorato Angelo e hanno mostrato vicinanza e solidarietà per la mia famiglia. Sono tantissimi e ognuno è prezioso per me”.

Un amico della vittima avrebbe riferito di una conversazione passata: «Mi disse che gli serviva una pistola. Nulla di più. Hai il porto d’armi?, chiesi. No. Ma sei pazzo? Tutto qui…».

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