Medio Oriente, il punto: le proteste dei parenti degli ostaggi e la questione Houthi

Medio Oriente, il punto le proteste dei parenti degli ostaggi e la questione Houthi

Medio Oriente, il punto: le proteste dei parenti degli ostaggi, la questione Houthi e quella umanitaria nella Striscia di Gaza

I parenti degli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas tornano a far sentire la loro voce. I manifestanti hanno chiesto il rilascio immediato degli ostaggi attraverso il blocco del traffico mattutino sull’autostrada Ayalon di Tel Aviv.

La folla di manifestanti grida “accordo ora”. La pratica del blocco stradale è stata utilizzata più volte negli ultimi mesi dalle famiglie degli ostaggi come opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

Nella Striscia di Gaza la situazione si fa sempre più critica. Almeno 31.341 palestinesi sono stati uccisi e 73.134 feriti dagli attacchi israeliani a Gaza dal 7 ottobre: lo riferisce il ministero della Sanità di Gaza. Nelle ultime 24 ore, gli attacchi israeliani hanno ucciso 69 palestinesi, ha aggiunto il ministero.

“Il corridoio” marittimo da Cipro “deve essere parte di uno sforzo continuo per aumentare il flusso di aiuti a Gaza attraverso tutte le rotte, comprese quelle terrestri ampliate. Adesso è necessario un minimo di 500 camion al giorno o equivalente”. A dirlo è la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, rilanciando l’impegno congiunto dell’Ue con Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti e Regno Unito.

Israele intende spostare 1,4 milioni di palestinesi sfollati da Rafah in “enclavi umanitarie” prima del pianificato attacco militare alla città, ha spiegato il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf) Daniel Hagari, assicurando che i tempi dell’assalto dipendono dalle “condizioni che lo consentiranno”.

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Per quanto riguarda la situazione nel Mar Rosso, gli Houthi continuano gli attacchi e in Yemen avrebbero testato un nuovo razzo ipersonico. Intanto, secondo quanto riferito da fonti americane e iraniane al Financial Times, gli Stati Uniti hanno avuto colloqui segreti con l’Iran a gennaio nel tentativo di convincere Teheran a usare la sua influenza sugli Houthi yemeniti perché cessino gli attacchi alle navi nel Mar Rosso.

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