Ambra Angiolini si racconta tra carriera e disturbi alimentari

Ambra Angiolini si racconta tra carriera e disturbi alimentari

Ambra Angiolini si racconta tra carriera e disturbi alimentari dovuti alla bulimia: “È come avere un tumore all’anima”

Ambra Angiolini (Roma, 22 aprile 1977) è un’attrice, conduttrice televisiva, conduttrice radiofonica e cantante italiana molto apprezzata anche dalla critica, anche se in passato, come volto noto del programma Non è la Rai, è stata spesso attaccata. Oggi è un’artista pluripremiata e in una recente intervista al Corriere della Sera ha ripercorso la sua carriere senza nascondere i problemi legati alla bulimia di cui ha sofferto.

Parla degli inizi e racconta: era «Un programma notturno su Radio 2. Facevo interviste e sono stata trascinata nel vortice del teatro indipendente. Ho conosciuto così la mia maestra storica, Stefania De Santis: mi ha fatto incontrare i testi importanti, che ho scalato a fatica. Poi ho dovuto fare i conti con quello che gli altri vedevano di me, e c’è voluto tempo. Quando faccio date come quella di oggi a Carpi, col teatro pieno, piango».

Nei confronti delle critiche, di cui spesso è vittima ha detto di aver sviluppato un metodo di scissione: «Da qualche anno metto in atto una scissione: ho capito l’importanza del silenzio quando sembra che parlino di me e invece stanno mettendo in piazza un’idea di me. Così come lo studente bullizzato a scuola non deve credere al motivo per cui viene bullizzato: se dai credito a quella roba perdi di vista te stesso, e a quel punto di te chiunque fa carne da macello».

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Parka anche della sua vicinanza al mondo LGBT e delle lotte all’omofobia: «L’omofobia non ha senso: è la cattiveria ad essere contro natura, è l’essere accaniti contro chi è felice che è sbagliato. Trovare il mostro quando il mostro non c’è è una forma di perversione. Detto questo faccio fatica con slogan e polemiche, così come vedo dei rischi in certe strumentalizzazioni della body positivity».

Nel corso dell’intervista ha affrontato anche il tema della bulimia, di cui ha sofferto: «È come avere un tumore all’anima. Non c’è una cura immediata, uguale per tutti: è un processo personale che va attraversato fino in fondo. Se ti anestetizzi la malattia diventa te e non te la levi più di dosso. Alle ragazze dico: “Cominciate a sfilarvela e a tenervela accanto. Farà un pezzo di strada con voi ma a un certo punto le lascerete la mano e se ne andrà”».

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