Vaticano, mistero su un omicidio-suicidio di una Guardia svizzera

Vaticano, mistero su un omicidio-suicidio di una Guardia svizzera

Vaticano, mistero sul caso di omicidio-suicidio di una Guardia svizzera avvenuto 25 anni fa. Le parole della madre del presunto colpevole

Si chiamava Cedric ed è la Guardia svizzera coinvolta in un caso di duplice omicidio e suicidio avvenuto 25 anni fa nella Città del Vaticano. La Guardia svizzera si suicidò dopo aver ucciso il suo comandante, Alois Estermann, e la moglie Gladys Romero. Almeno questa fu la versione del Vaticano, che in una conferenza stampa espose la ricostruzione dei fatti: “Per il Vaticano, Alois Estermann e la moglie Gladys Meza Romero furono uccisi da Cédric Tornay, giovane Guardia Svizzera, che poi si sarebbe suicidato. Dopo 25 anni restano i dubbi della famiglia che chiede la riapertura delle indagini”, questo il post di “Chi l’ha visto?”, dove la madre del giovane ha chiesto la riapertura del caso perché si dice convinta che si sia trattato di un depistaggio per dare la colpa al figlio.

La donna, Muguette Baudat, ha esposto una serie di dubbi sulla ricostruzione del Vaticano, dichiarando molte incongruenze. Da anni la donna cerca di dimostrare un’altra verità. A Il Messaggero, la donna aveva detto in passato: “Hanno insinuato persino che mio figlio avesse una relazione omosessuale, ma la tesi non stava in piedi, visto che ha sempre avuto fidanzate. E anche l’ultima sua ragazza, Valeria, lo ha testimoniato. Hanno detto che non mi potevano fare vedere il suo corpo perché dopo 24 ore era già in stato di decomposizione. Mi fu detto proprio così. Una assurdità. Mi fu detto che aveva una cisti nel cranio che poteva essere la causa del raptus”.

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Inoltre, ha respinto anche la possibile relazione sentimentale con la moglie del comandante e ha aggiunto che non può essere plausibile nemmeno la ricostruzione dell’omicidio dovuta alla gelosia per un mancato riconoscimento, poiché il giovane alla madre aveva detto di non essere interessato. Infine, c’è anche una lettera scritta dal figlio e consegnata dopo la morte alla madre, che fa aumentare i sospetti. La donna è convinta che quella non sia la scrittura del figlio e che sia stata scritta da altri sia per la grafia, per gli errori grammaticali, ma anche per la firma, diversa dalla solita.

A seguire il caso per conto di Muguette è l’avvocato Laura Sgrò, la stessa che segue il caso di Emanuela Orlandi. Alla Sgrò è stato concesso l’accesso al fascicolo giudiziario, ma non il permesso alla copia. Ha potuto visionare la documentazione solo in tribunale, alla presenza di due gendarmi. Le è stato permesso di prendere alcuni appunti, ma non di copiare il testo. Ha dovuto consegnare i suoi appunti all’ufficio del procuratore dopo ogni sessione di visione, che si è svolta nel corso di un anno. Ciò che è emerso in maniera evidente è che l”indagine fu condotta in modo assolutamente superficiale.

Oggi, la madre di Cedric chiede che il caso venga riaperto per dissipare ogni dubbio su quanto avvenuto.

Foto di <a href=”https://pixabay.com/it/users/schausi-6131918/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=2615690″>schausi</a> da <a href=”https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=2615690″>Pixabay</a>

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