Tragedia del Mottarone, parla uno degli operai: “Tutti sapevano”

Nella tragedia sono morte 14 persone

14 persone hanno perso la vita a seguito della tragedia del Mottarone, un solo superstite, il piccolo Eitan di soli 5 anni.

Da quando è avvenuto il terribile incidente è quindi caccia al colpevole. Nelle ultime ore ha anche parlato uno degli operai.

All’ADN Kronos, Emanuele Rossi, in servizio la mattina del drammatico episodio ha spiegato: “Dicono che dovevamo rifiutarci di mettere i ceppi, ma non sapevamo ci fosse un pericolo del genere. Tutti sapevano (del problema alla cabina 3), non si può scaricare la colpa sugli operai. Spero di non finire indagato, ho la coscienza a posto però sfido chiunque a essere tranquillo adesso”.

E poi: “Noi prendiamo ordini dal capo servizio e nessuno si aspettava un pericolo del genere. Il responsabile è il capo servizio (Gabriele Tadini ai domiciliari, ndr), se lui o l’ingegnere mi dicono di fare qualcosa io la faccio”.

I ceppi, secondo il suo racconto erano già stati messi da diverse settimane e poi conclude:

Sinceramente ero tranquillo, io mi fidavo della funivia e dei miei superiori non avrei mai pensato che potesse diventare una cosa così pericolosa”.

Alla domanda se il gestore dell’impianto e il direttore d’esercizio sapessero replica: “Penso di sì”, ma è solo “una supposizione”.

Oggi, inoltre, il giudice per le indagini preliminari di Verbania, Donatella Banci Buonamici, ai cronisti ha difeso la scelta che ha portato alla liberazione del direttore tecnico Enrico Perocchio e del il gestore Luigi Nerini perché  non c’erano “indizi, ma solo suggestioni”.

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