Morte Giulia Tramontano, la giustificazione di Impagnatiello per il veleno

Morte Giulia Tramontano, tutte le bugie del compagno assassino

Morte Giulia Tramontano, la giustificazione di Impagnatiello per la presenza nel suo zaino veleno per topi che non convince gli inquirenti 

Nel corso dell’ultima puntata di “Quarto Grado” andata in onda ieri, venerdì 26 aprile, è stato mostrato un video in cui Alessandro Impagnatiello, l’assassino di Giulia Tramontano incinta del piccolo Thiago, giustifica la presenza del veleno per topi nel suo zaino.

Secondo le analisi medico-legali, presenza di topicida è stata rinvenuta sia nel corpo di Giulia che in quello del bimbo che portava in grembo. L’ipotesi avanzata è che Impagnatiello abbia avuto l’intenzione di avvelenare Giulia e il feto un po’ per volta. Inoltre, dall’analisi sui dispositivi elettronici, sarebbe emersa anche la ricerca di Impagnatiello proprio su come avvelenare un feto con del topicida. “Avvelenare feto”, “uccidere feto”, “veleno per topi incinta”, “veleno per topi gravidanza”, sarebbero queste le ricerche che Impagnatiello avrebbe fatto nel periodo precedente alla morte di Giulia.

Durante un’ispezione domestica, Impagnatiello aveva giustificato con i carabinieri la presenza del topicida nel suo zaino in questo modo: “Il veleno per topi? Ce l’ho perché quando ci fumiamo le canne post lavoro, sui gradoni di piazza Croce Rossa, arrivano della pantegane enormi. Lo buttiamo un po’ in giro”.

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Tuttavia, la risposta di Impagnatiello, data con molta sicurezza e senza quasi pensarci sopra avrebbe insospettito gli inquirenti, dando l’idea che essa sia stata il frutto di una tattica difensiva che lo stesso Impagnatiello si sarebbe preparato.

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