Meloni risponde a tutto: «De Luca? I bulli sono deboli»

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Le risposte della Premier italiana

Giorgia Meloni risponde a tutto e lo fa dal sito online di Corriere della Sera, nel ciclo delle Interviste del Corriere, rispondendo alla vicedirettrice Fiorenza Sarzanini.

Parla anche di quanto successo con De Luca a Caivano: «Io sono stata insultata, e banalmente mi sono difesa. A sinistra allora nessuno mi difese, adesso si stracciano le vesti. Si dovrebbero vergognare. Persone che hanno due pesi e due misure, che non credono a quello che dicono, che pensano che hanno più diritti degli altri». E se «tanti mi hanno scritto, anche di sinistra, dicendomi che avevo ragione».

Poi: «quello che è successo ha a che fare con la questione femminile: De Luca non ha mai usato quella parola con nessun altro, il messaggio è che le donne si possono insultare perché sono deboli. No, non siamo deboli. I bulli sono deboli, bravi a fare i gradassi dietro le spalle, ma quando li affronti non lo fanno più. È finito il tempo in cui le donne devono subire. E mi aspetto su questo di sentire anche una parola delle femministe».

La Meloni parla pure della riforma della giustizia: «Mi spiace che qualcuno la veda come una vendetta, ma io non sono per la conservazione e lasciare le cose che non funzionano come stanno. Non ho paura di chi vuole combattermi per mantenere lo status quo né resto per scaldare la sedia».

Parla anche del rapporto con Ursula von Der Leyen.

«Non faccio la cheerleader, l’amichetta. Io sto dalla parte dell’Italia. Io sono la presidente del Consiglio e lei la presidente della Commissione Ue, era mio dovere lavorare assieme. Ma sono anche il presidente dei Conservatori europei, lavoro per costruire la maggioranza alternativa alla sinistra e alla maggioranza arcobaleno, e ho interlocuzioni. Le Pen sta facendo un percorso interessante, in questa legislatura, a volte ci siamo trovati dalla stessa parte».

Non ha cambiato idea nemmeno sul capitolo Ucraina: «Non dimentichiamo che oggi c’è una recrudescenza da parte della Russia nel colpire direttamente la popolazione civile. Il dibattito nasce dal fatto che ci si interroga se colpire le zone» in Russia «da dove vengono quegli attacchi. Credo non sia necessario, è meglio rafforzare la capacità di dotare l’Ucraina di sistemi efficaci di difesa antiaerea, un lavoro fatto anche dall’Italia con i Samp-T, senza rischiare un’escalation fuori controllo».

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