Femminicidio Giada Zanola, i dubbi sulla lite e i punti che non tornano

Femminicidio Giada Zanola, il movente e la messinscena dopo il delitto

Femminicidio Giada Zanola, i dubbi sulla lite e i punti che non tornano. Gli inquirenti hanno una ipotesi di come sono andati i fatti

La prima dichiarazione di Andrea Favero, ovvero «Sono stato io, l’ho presa per le ginocchia e l’ho buttata giù», basterebbe agli inquirenti per confermare l’arresto dell’uomo nell’ambito della morte di Giada Zanola, la 33 volata dal cavalcavia dell’A4 all’altezza di Vigonza. Questa testimonianza non sarebbe utilizzabile in sede di processo, ma le indagini degli inquirenti sono determinate a ricostruire il quadro preciso dell’intera vicenda.

Determinate potrebbe essere il cellulare della donna, che non ancora è stato trovato. L’ipotesi è che Favero lo abbia fatto sparire perché conteneva le prove dei presunti maltrattamenti che infliggeva alla compagna, ossia le foto agli ematomi su collo e braccia che la ragazza aveva fotografato dopo l’ultimo litigio avvenuto il 27 maggio, due giorni prima dell’omicidio.

Inoltre, gli inquirenti sembrano non credere alla versione della lite raccontata da Favero, secondo cui avevano avuto una lite feroce e che lei era scappata di casa dirigendosi in direzione ovest, verso il cavalcavia. Tuttavia, una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti riportata dal Corriere della Sera “è che il litigio non ci sia stato e che Favero abbia picchiato la donna, gettandola dal cavalcavia in modo da eliminare ogni prova delle violenze sul suo corpo. L’autopsia dice che lei è arrivata viva sul cavalcavia, ma non si sa in che condizioni fosse”.

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Ieri sera si è tenuta una fiaccolata in ricordo di Giada a Vigonza. Presente anche Gino Cecchettin: «Rivivo la mia tragedia, il silenzioè d’obbligo». Il parroco don Alessandro: «Preghiamo perché il Signore accolga Giada e tutte le donne vittime di violenza tra le sue braccia, e tocchi il cuore di Andrea e di tutti coloro che si rendono responsabili di violenze contro le donne. Preghiamo anche per il figlio di Andrea e Giada: trovi mani che lo accolgano, adulti che lo proteggano e una comunità che lo aiuti a crescere».

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