Cisterna di Latina, il racconto del benzinaio che ha soccorso la 22enne: “Aiuto, mi insegue!”

Cisterna di Latina, il racconto del benzinaio che ha soccorso la 22enne “Aiuto, mi insegue!”

Cisterna di Latina, il benzinaio che ha soccorso la ventiduenne: “era sconvolta. Mi ha detto che la stavano inseguendo”

Continuano le indagini per ricostruire l’esatta dinamica del duplice omicidio di Cisterna di Latina, dove il finanziere Christian Sodano ha sparato alla madre e alla sorella della ex fidanzata Renèe Amato e Nicoletta Zomparelli, di 19 e 49 anni.

Intervistato da Fanpage.it, il benzinaio che ha soccorso Desyrée, la ventiduenne unica sopravvissuta alla strage, ha raccontato quei momenti concitati: “È arrivata in pigiama, era spaventatissima. Mi ha detto che era inseguita da un uomo armato di pistola che aveva già sparato alla madre e alla sorella, che le hanno fatto da scudo”, ha detto l’uomo.

“La ragazza è arrivata dai campi – ha continuato il benzinaio – Abbiamo lasciato la ragazza nel gabbiotto, noi siamo corsi a chiamare i carabinieri. Fortunatamente a pochi passi da qui si trovava una pattuglia e sono subito intervenuti. Nel frattempo, la ragazza è rimasta nell’ufficio, non potevo farla uscire. Dopo meno di un’ora sono arrivati anche i poliziotti”.

“Io conosco la madre e il padre, che sono miei clienti – conclude l’uomo – Quando l’ho vista arrivare non ho immediatamente capito cosa fosse successo. Era sconvolta. Mi ha detto che la stavano inseguendo, ma non avevo capito chi né perché. Poi mi ha detto che l’ex fidanzato aveva sparato alla madre e alla sorella. Mi ha detto che voleva chiudere il rapporto con il ragazzo e lui ha tirato fuori la pistola”.

Al Corriere della Sera, il benzinaio, Ivan Esposito, ha aggiunto: «All’inizio ho cercato di calmarla, di capire bene cosa stesse dicendo, di capire soprattutto se fosse vero o si fosse impressionata. Mi ripeteva “mamma è a terra e non si muove, mia sorella è ancora viva”. Allora l’ho portata nell’ufficio per farla sedere, provare a tranquillizzarla. Per quanto se ne possano sentire tante di storie così, non pensi mai di poterci finire dentro».

Ha anche spiegato che la giovane: «Voleva chiamare un amico, ma le ho detto che se era vero quello che raccontava allora bisognava chiamare i carabinieri e ho mandato un mio dipendente a chiamarli».

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In quei momenti concitati, inoltre, racconta Esposito, è giunto alla pompa di benzina anche Giuseppe Amato, il padre della ventiduenne: «Appena l’ho visto gli sono andato incontro e gli ho chiesto “Pino, dove vai?” E lui, ancora all’oscuro di tutto, mi ha risposto scherzando “E a te che te ne importa, a casa”. Allora gli ho spiegato che c’era la figlia nel mio ufficio, che c’era stato un litigio a casa, l’ho trattenuto per evitare che scoprisse i corpi della moglie e della figlia senza vita».

Secondo quanto emerso fino ad ora, la ventiduenne aveva deciso di troncare la relazione con il finanziere durata circa un anno. L’uomo aveva dormito a casa dell’ex e al risveglio sarebbe scoppiata la lite. Le due vittime hanno fatto da scudo con i loro corpi alla ventiduenne, che si è barricata nel bagno di casa, per poi fuggire dalla finestra e raggiungere la pompa di benzina poco distante dall’abitazione.

«Ho litigato e poi ho sparato», sarebbero queste le parole che Cristian Sodano ha riferito ai poliziotti che lo hanno raggiunto per l’arresto.

Fonte immagine: https://www.facebook.com/photo/?fbid=1014375488720894&set=ecnf.100004453570390 / https://www.facebook.com/nicoletta.zomparelli/photos /

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