Amanda Knox condannata per la calunnia nei confronti di Lumumba

Amanda Knox è tornata in Italia per la sentenza sul caso Lumumba

Amanda Knox è tornata in Italia per la sentenza sul caso Lumumba, che l’ha denunciata per calunnie per l’omicidio di Meredith Kercher

Amanda Knox è tornata in Italia oggi per l’attesa sentenza del processo d’appello per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba. La Corte d’assise d’appello di Firenze l’ha condanna a tre anni, pena già inflitta in primo grado a Knox per aver accusato falsamente Lumumba di essere coinvolto nell’omicidio di Meredith Kercher, avvenuto a Perugia nel 2007.

 “Il 5 giugno – ha scritto sui suoi profili online Amanda knox – entrerò nella stessa aula del tribunale dove sono stata ricondannata per un crimine che non ho commesso, questa volta per difendermi ancora una volta. Augurami buona fortuna. Crepi il lupo!”.

La 36enne statunitense avrebbe detto ai suoi difensori, gli avvocati Carlo Dalla Vedova e Luca Luparia Donati che le erano accanto: “Non me lo aspettavo, sono molto delusa”.

Knox, che è stata definitivamente assolta per l’omicidio Kercher in due separati processi, ha sempre negato di aver calunniato Lumumba. La sua difesa sostiene che le sue dichiarazioni rese durante la sua permanenza in custodia cautelare non erano valide perché ottenute con metodi coercitivi. La vicenda ha avuto una forte eco mediatica sia in Italia che negli Stati Uniti. La presenza di Knox in aula è attesa da un grande numero di giornalisti e fotografi.

La Corte d’assise d’appello ha valutato le dichiarazioni rese da Knox nel suo memoriale scritto del 6 novembre 2007. In particolare, i giudici si sono pronunciati sul fatto se Knox avesse la consapevolezza di mentire e se le sue accuse nei confronti di Lumumba siano state effettivamente dannose per la sua reputazione.

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Patrick Lumumba, il coinquilino di Knox e Kercher all’epoca dell’omicidio, fu inizialmente indagato per il delitto, ma poi scagionato. Nel 2019, Lumumba ha denunciato Knox per calunnia, sostenendo che le sue false accuse gli avevano causato gravi danni alla reputazione e all’attività lavorativa.

Fonte immagine: https://www.instagram.com/p/C68yqr_Rpva/

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