Aborto, virale l’intervento della deputata Sportiello: “Nessuna si deve vergognare”

Gilda Sportiello

Ha raccontato del suo aborto anni fa

È diventato virale il video della deputata del Movimento 5 Stelle, Gilda Sportiello che ieri, 18 aprile, a Montecitorio, ha parlato di aborto.

Non solo, ha raccontato di aver abortito.

“Quattordici anni fa ho scelto di abortire. Oggi sono madre, ho scelto di essere madre”-

Poi ha spiegato in un’intervista a La Stampa: “Era importante dirlo ad alta voce, in parlamento, perché nessuna donna nella stessa situazione si debba vergognare».

“Ho pensato a come possa sentirsi in questo momento una donna che si trova davanti alla decisione di chiedere un’interruzione di gravidanza, vuole recarsi in un consultorio, è spaventata e non sa cosa aspettarsi. Cosa può provare davanti a un governo che sembra le sia nemico, mentre viene di fatto messo in discussione il diritto all’aborto? Ho sentito l’esigenza di combattere la narrazione secondo cui chi fa questa scelta si debba vergognare, debba tenerla segreta, come fosse un tabù. Parlarne nell’aula della Camera era importante, necessario. Ed è così, perché mi stanno scrivendo tante donne che si sono sentite rappresentate”.

La Sportiello, poi fa una precisazione sulla norma che servirebbe ad applicare pienamente la legge 194: “Sono giorni che ci sentiamo ripetere questa falsità. Basta la logica: se la legge sull’aborto lo prevedeva già, perché scrivere una nuova norma all’interno di un decreto che peraltro si chiama Pnrr? Evidentemente il testo non riguarda i volontari pro vita a cui vogliono aprire la porta a destra. Come dimostra anche la decisione di votare contro il mio ordine del giorno”.

La Deputata poi conclude spiegando di aver chiesto di “impedire che nei consultori, fra “le associazioni a sostegno della maternità” citate dal loro emendamento, ci fossero quelle ideologicamente orientate, che non tutelano i diritti di chi voglia avviare un’interruzione di gravidanza. L’hanno bocciato. E questo dice chiaro che vogliono proprio gli antiabortisti nelle strutture. Da nessuna parte nella 194 c’è scritto che si debbano convincere le donne a non abortire”.

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