Ravenna, arrestata la donna che si è lanciata con la figlia da un’impalcatura

Ravenna, arrestata la donna che si è lanciata con la figlia da un'impalcatura

Ravenna, arrestata la donna che si è lanciata con la figlia da un’impalcatura. La bambina di 5 anni è morta, la madre è gravissima

È stata arrestata la donna di 41 anni che ieri si è lanciata da un palazzo con la figlia di 5 anni in braccio. La piccola è morta nell’impatto con il suolo, la donna in gravi condizioni è stata trasportata dal personale del 118 all’ospedale Bufalini di Cesena. La donna avrebbe sfruttato un’impalcatura presente intorno all’abitazione e nella caduta è stato trascinato anche un cane, un meticcio nero, morto nello schianto.

Dalle prime indagini , è emerso che la donna era seguita, da circa una decina di anni, da in un centro di salute mentale. Non risultano tensioni familiari o denunce pregresse, anche se nelle ultime ore si indaga sul rapporto con il padre della donna. Si attende il referto dell’ospedale sulla donna, con le analisi del sangue, per capire se avesse assunto sostanze che potrebbero aver alterato il suo stato mentale. In casa c’era anche il marito della donna e padre della bambina, che non si è accorto di nulla.

Una vicina di casa, poco prima del drammatico incidente, avrebbe sentito la bambina gridare e implorare la madre di non gettarsi. Sono ancora in corso le indagini delle forze di polizia, che stanno valutando anche i contatti che la donna ha avuto nelle ore precedenti il suicidio. La donna avrebbe lasciato un messaggio sui social, in cui spiega confusamente le ragioni del gesto. Le sue parole risultano essere delle invettive contro familiari e altre persone. In altri passaggi fa riferimento anche alle cure del centro di salute mentale. Le parole della donna sono riportate dal Corriere della Sera: «Padre violento e aggressivo. Nessuno me lo tiene lontano. Mi perseguita (…) Csm (centro di salute mentale, ndr) che lo giustifica, che gli dà potere, che mi rende inabile (mani che tremano grazie al csm, che fa finta di non capire che il problema è mio padre). Distributori di pillole dannose e non funziona». E ancora in un passaggio. «La cultura del padre padrone. Il trionfo della violenza. Spesso, dopo le violenze domestiche, mio padre mi prenota un TSO».

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La donna è un’insegnante e una sua ex alunna così la descrive: «E’ una persona estremamente sensibile. Avevo bisogno di aiuto e di un docente che andasse al mio passo e seguisse i miei tempi e lei è stata una delle poche persone che ha avuto l’attenzione e la sensibilità di capirlo e starmi dietro».

Fonte immagine: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=749219067238542&set=pb.100064513674059.-2207520000&type=3

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