Natisone, poche le speranze di trovare in vita Cristian Molnar

Natisone, poche le speranze di trovare in vita Cristian Molnar

Natisone, poche le speranze di trovare in vita Cristian Molnar il terzo disperso nella piena del fiume

Sono poche le speranze di trovare in vita Cristian Molnar, il terzo ragazzo travolto dalla piena del Natisone insieme alle due giovani amiche: Patrizia Cormos e Bianca Doros, i cui corpi sarebbero stati recuperati nella giornata di ieri. I due corpi erano a circa 700 e 1000 metri dal punto dell’ultimo avvistamento.

«Le ricerche proseguono con tutte le risorse che abbiamo in campo. Non ci fermiamo finché non troviamo anche il terzo disperso. La speranza, seppur ridotta, è di trovarlo ancora in vita», ha detto all’Adnkronos Sergio Benedetti, vice comandante vicario dei Vigili del fuoco di Udine.

«Le condizioni del fiume vanno via via migliorando perché l’acqua, seppur molto lentamente, adesso sta diminuendo – spiega Benedetti – Ora c’é il sole, bisogna vedere però il tempo che fa a monte. Le ragazze le abbiamo ritrovate distanti tra loro, il primo corpo è stato trovato dai vigili del fuoco con le qualifiche di tecniche fluviali, perlustrando il fiume, il secondo invece lo hanno recuperato i volontari della Protezione Civile».

Il fiume è sceso oltre i tre metri e la sua portata è tornata quasi normale, favorendo il ritrovamento delle due vittime: «Sono ripartite in maniera massiccia le ricerche – aveva confermato Michele De Sabata, sindaco di Premariacco -. Ritengo che il meteo di oggi e il livello dell’acqua possano mettere nelle condizioni di operare i sub in maniera costante ed efficace, anche se le correnti che contraddistinguono il tratto più complesso, ovvero quello tra Premariacco e Paderno, sono sempre pericolose anche per i più esperti. Tutti sono operativi e credetemi sono tantissime persone. Un grazie particolare va a tutti i miei colleghi e ai cittadini, agli alpini e ai volontari civici che si sono divisi i compiti di vicinanza ai genitori e in aiuto a tutti i soccorritori. Questa è l’ennesima dimostrazione che siamo una ottima comunità. Forza e coraggio».

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«Se conoscevano il fiume e il posto sarebbero scappati – continua il primo cittadino –. Purtroppo, non sapendo, hanno perso l’attimo e l’acqua ha preso una velocità tale da non permettere di poter trovareun appiglio né ai due volontari scesi venerdì a dare una mano, né a Cristian che si è tuffato e subito tornato indietro dalle ragazze, né al pompiere che nell’ultimo tentativo disperato si è buttato in acqua in direzione dei ragazzi per cercare di salvarli. Diciamo tutti una preghiera e speriamo in Dio».

Da quanto si è appreso, saranno anche analizzate le tempistiche dei soccorsi, non per indagare qualcuno – è già stata accertata la correttezza dei protocolli – quanto piuttosto per rendere ancora più efficaci i futuri coordinamenti, visto che il primo allarme ha fatto alzare in volo Drago, il velivolo dei vigili del fuoco di Venezia, località molto distante dal luogo della disgrazia.

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