Meloni contro De Luca: «Ha deriso Don Patriciello, un segnale spaventoso»

Meloni contro De Luca «Ha deriso Don Patriciello, un segnale spaventoso»

Giorgia Meloni contro Vincenzo De Luca sulle dichiarazioni di quest’ultimo: «Ha deriso Don Patriciello, un segnale spaventoso»

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ieri, venerdì 10 maggio, ha ironizzato sui vip “scelti dalla Meloni per promuovere il premierato”, tra questi vi è anche Padre Maurizio Patriciello, apostrofandolo come il «Pippo Baudo con la frangetta». ‘Tra i vip scelti dalla premier Meloni per promuovere il premierato ho visto Pupo, Iva Zanicchi e anche un prete che chiamiamo Pippo Baudo dell’area nord di Napoli con relativa frangetta”, ha detto De Luca.

Questa mattina, la premier Giorgia Meloni, su Facebook, ha replicato a De Luca con un lungo post: «”Pippo Baudo dell’area nord di Napoli”. Così, deridendolo, il presidente della Regione Campania definisce Don Maurizio Patriciello, un prete, un uomo che cerca di combattere la camorra e dare risposte alle famiglie perbene dove quelli come De Luca non sono riusciti a farlo, o non hanno voluto farlo».

Continua la Premier: «Padre Maurizio vive sotto scorta perché è diventato un obiettivo dei camorristi che non gradiscono la sua tenacia nell’allontanare i giovani dalla droga e dalla criminalità. Invece di aiutare Padre Maurizio, fargli sentire il sostegno delle istituzioni, De Luca lo deride, e così facendo dà un segnale spaventoso».
Infine, conclude: «Voglio dire a Padre Maurizio che lo Stato c’è, al suo fianco. Che non è solo. E che gli uomini e le donne che non hanno scambiato le istituzioni per il palcoscenico di un cabaret, ma svolgono il loro compito con disciplina e onore, conoscono e riconoscono il valore dei suoi sacrifici».
La risposta di don Patriciello non si è fatta attendere: “Pugnalato a tradimento. Caro Presidente, caro fratello Vincenzo De Luca, la sua ironia nei confronti di un povero prete dell’area nord di Napoli, la stessa della quale lei ebbe a dire: ‘A Caivano lo Stato non c’è. Stop’ mi ha tanto addolorato. Se era questo che voleva, c’è riuscito”.  “Non mi permetto – non ne sarei capace e non credo di averne il diritto – di risponderle per le rime. A che servirebbe? Le ferite vanno lenite non procurate. Penso, però, in piena coscienza, di non meritare le offese del tutto gratuite del presidente della mia regione. Che dirle? Alle offese e alle minacce – larvate o meno – ci sono abituato da tempo. Un conto, però, è quando arrivano dai camorristi, ben altra cosa, invece, quando a pugnalarti a tradimento è una persona come lei. Fa niente. Offro al Signore anche questa mortificazione. Sono un prete, non dimentico mai che ‘se il chicco di grano caduto in terra non muore, la spiga non nasce’. La saluto, Presidente. Penso che da domani bulli e camorristi inizieranno a prendermi in giro gridandomi alle spalle: ‘Sta passando Pippo Baudo’. Dio benedica lei, la sua famiglia, la regione che amiamo”.

Padre Maurizio Patriciello è un sacerdote che ha guadagnato notorietà per il suo impegno sociale e il suo attivismo nella lotta contro la camorra, la mafia locale. Patriciello dedicato la sua vita a combattere l’influenza criminale nella sua comunità.

Uno degli aspetti più significativi del suo lavoro è stato il suo impegno nella lotta contro il gioco d’azzardo e le slot machine. Il suo coraggio nel denunciare la presenza della camorra e nel cercare di migliorare le condizioni di vita dei cittadini della Campania gli ha fatto guadagnare sia ammiratori che nemici. Ha ricevuto minacce di morte e ha vissuto sotto protezione per diversi anni. Tuttavia, non ha mai smesso di essere una voce forte contro la criminalità organizzata e per la giustizia sociale.

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