Matteo Falcinelli, ombre sull’arresto dello studente: cosa è accaduto

Falcinelli

Si sta cercando di far luce su quanto accaduto

Torturato, picchiato e ammanettato. Matteo Falcinelli, nella notte tra il 24 e il 25 febbraio ha subito ogni tipo di sevizia da parte della polizia statunitense.

Prima che gli avvocati gli vietassero di rilasciare interviste, spiegava a QN: «Quando mi hanno portato in carcere avevo perso ogni speranza: non potevo telefonare a nessuno, mi sono sentito abbandonato nel dolore e nel freddo di quella prigione. Pensavo solo: “Ma qualcuno saprà che sono qui? Che fine farò? Resterò qui per sempre”. È stato difficile, tanto difficile».

Oltre le torture ci sarebbe di peggio. Una volta arrestato è stato salvato, dopo pagamento della cauzione, da parte di due amici, Andrew e Antonio.

I due però, una volta arrivati non avrebbero avuto modo di parlare con il ragazzo. Falcinelli, nel frattempo, come spiega Corriere, già subito dopo essere stato fermato con la violenza avrebbe dato testate contro le sbarre dell’auto che lo portava in carcere.

Non gli sarebbe stato dato l’ok per chiamare un avvocato e, non avendo i cellulari, non si ricordava nessun altro numero.

Successivamente, gli amici lo trovano e pagano la cauzione di 4000 dollari: lo studente di Spoleto viene però liberato solo molte ore dopo. Gli viene assegnata una cella, viene visitato e poi gli vengono negati alcuni diritti, come avere una coperta e un cuscino.

Non solo viene irriso e gli viene detto: «Rimani qui, non andare via. Marcirai in prigione, qui non hai diritti», sventolandogli la carta di identità davanti.

Dopo essere stato liberato, come ha spiegato la mamma, è stato portato in una clinica psichiatrica perché a rischio suicidio.

Falcinelli ha detto: «Non ero a conoscenza di quanto stava accadendo là fuori e mi sentivo come un animale in trappola. Solo quando ho sentito la voce dei miei amici ho pensato che potevo farcela»

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