Italia-Albania: siglato l’accordo sui migranti per i centri di accoglienza

Italia-Albania siglato l'accordo sui migranti per i centri di accoglienza

Italia-Albania: siglato l’accordo sui migranti per i centri di accoglienza. Il Senato ha approvato in via definitiva il ddl di ratifica dell’accordo

L’accordo Italia-Albania sui centri di accoglienza dei migranti, siglato il 6 novembre 2023 e ratificato dal Senato italiano il 15 febbraio 2024, prevede la creazione di due centri di accoglienza in territorio albanese per un massimo di 3000 persone. Con 93 voti favorevoli e 61 contrari, l’Aula del Senato ha approvato in via definitiva il ddl di ratifica dell’accordo Italia-Albania sui migranti.

Punti salienti dell’accordo riguardano l’istituzione di due Centri di accoglienza, uno sulla costa e l’altro nell’entroterra. Saranno costruiti e gestiti dall’Italia in Albania, con personale italiano e albanese. Avranno standard di accoglienza in linea con quelli europei e accoglieranno migranti soccorsi in mare da navi italiane. La durata massima del soggiorno sarà di 18 mesi.

L’accordo è stato criticato dalla Conferenza episcopale italiana (Cei): “673 milioni di euro in dieci anni in fumo per l’incapacità di costruire un sistema di accoglienza diffusa del nostro Paese, al 16° posto in Europa nell’accoglienza dei richiedenti asilo rispetto al numero degli abitanti”, è il duro commento di mons. Gian Carlo Perego, presidente della Commissione per le migrazioni della Cei e di Migrantes. “673 milioni di euro veramente ‘buttati in mare‘ per l’incapacità di governare un fenomeno, quello delle migrazioni forzate, che si finge di bloccare, ma che cresce di anno in anno”, ha aggiunto Perego.

Sulla stessa linea anche Emergency: “L’accordo rischia di provocare delle violazioni di diritti umani e disparità di trattamento tra chi approda in Italia e chi in Albania. E’ impraticabile l’idea di uno screening fatto in mare tra migranti destinati ai due centri in Albania e persone vulnerabili”.

Antonio Tajani difende il ddl e replica: non siano affatto “soldi buttati in mare” ma “ben spesi per affrontare la questione migratoria con un Paese che è candidato a far parte dell’Unione Europea”.

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Meloni ha parlato di “piccoli segnali di speranza”. Come il “consistente calo degli sbarchi negli ultimi 4 mesi” che – rispetto all’analogo periodo del 2023 – registra un -41%”. “È tuttavia – avverte – una rincorsa continua”.

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