Internazionali di Roma, botta e risposta tra Federtennis e Malagò

Il numero uno della Fit non aveva avuto parole di stima per il numero uno del Coni, Giovanni Malagò

Domenica, con la vittoria al maschile di Djokovic e con quella al femminile di Iga Swiatek si sono conclusi gli Internazionali di Roma. Peccato però non si siano placate le polemiche tra Federazione Italiana Tennis e il numero uno Binaghi e il Presidente del Coni, Giovanni Malagò.

Angelo Binaghi ha infatti spiegato come il numero uno dello Sport Italiano abbia cercato di evitare che Djokovic giocasse in Italia (da non Vaccinato) e di come avesse anche voluto l’esclusione degli atleti russi e bielorussi.

«L’aumento della prevendita dall’11% delle previsioni al 22% reale, dopo lunghe meditazioni lo abbiamo attribuito all’effetto Malagò, che prima ha cercato di non far giocare a Roma il numero 1 del mondo Novak Djokovic, poi i russi.

Non è vero che il Cio aveva dato indicazioni diverse rispetto a quelle di Atp e Wta. Mentre lui diceva queste cose l’Uci faceva correre quegli atleti, la Fia pure, i giocatori di club di volley pure. La FIT avrebbe rischiato di danneggiare un patrimonio del nostro sport come gli Internazionali, che rischiavano conseguenze che andavano dal possibile sciopero dei giocatori alla revoca definitiva della licenza».

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Ad Ansa è così arrivata la secca replica del numero uno del Coni, Giovanni Malagò.

«Ci siamo stupiti moltissimo di aver avuto tutta questa attenzione nella conferenza di chiusura degli Internazionali d’Italia. Un attacco inelegante, sbagliato e sgrammaticato anche sotto il profilo dei ruoli nazionali e internazionali.Sarebbe stato più giusto e più bello, dedicare minuti a tutto quello che sono riusciti a fare in questi giorni».

E poi: «Io sono un membro del Cio, e al Cio rispondo.Il Cio è molto attento e particolarmente fiscale con i suoi esponenti. Le posizioni che ho tenuto sono in linea con quello che il Cio ha sostenuto e continua a sostenere. Non sono ossessionato da niente e nessuno».

 

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