Giallo di Hasib: “gli agenti non avevano il mandato per entrare in casa”

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Giallo di Hasib: “gli agenti non avevano il mandato per entrare in casa”. Diversi i punti da chiarire nell’intera vicenda

Si fa sempre più fitto il mistero intorno all’incidente, avvenuto lo scorso 25 luglio, che ha visto coinvolto Hasib Omerovic, il disabile rom, che ha Roma è precipitato dalla finestra della sua abitazione. Secondo la sorella, l’uomo è stato prima aggredito e poi lanciato dalla finestra da due agenti entrati nella loro abitazione.

L’avvocato della famiglia, Susanna Zorzi ha detto al Corriere della Sera: «Adesso piange non appena i parenti cercano di fargli ricordare quel tragico pomeriggio nella casa di Primavalle». Poi aggiunge: «Ha 30 anni ma è come se ne avesse cinque: non sa mentire, racconta quello che ha visto».

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In questa vicenda è tutto da chiarire. Gli agenti pare non fossero stati autorizzati alla perquisizione. Un altro punto da chiarire è un post su Facebook, dove Hasib sarebbe stato indicato come molestatore di ragazze, cosa che non giustifica l’azione degli agenti né trova riscontro nei fatti.

Non si conoscono gli esiti delle prime indagini, avviate subito dopo la caduta di Hasib. Sotto la lente degli investigatori anche alcuni oggetti e la scena del pestaggio, con evidenti macchie di sangue sui muri. Secondo i vicini, però, Hasib pare subisse percosse anche dalla famiglia.

A tutte queste domande dovrà fare chiarezza un’indagine della polizia. Presto potrebbe essere ascoltata, con l’ausilio di uno psicologo, la sorella di Hasib, Sonia, anche lei disabile.

Fonte immagine: https://www.facebook.com/photo/?fbid=2007097526152643&set=a.501946926667718

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