Denise Pipitone, indagata una coppia romana per falsa testimonianza

Denise Pipitone, indagata una coppia romana per falsa testimonianza

A Quarto Grado si parla ancora del caso Pipitone. Questa volta si è resa nota l’accusa di falsa testimonianza a carico di una coppia romana 

Nella puntata di “Quarto Grado” andata in onda ieri sera, venerdì 2 luglio su Rete 4, si è appresa la notizia di due nuovi indagati nel caso della scomparsa di Denise Pipitone, le cui indagini sono state riaperte di recente dalla Procura di Mazara del Vallo.

Nel corso della trasmissione condotta da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero è stato reso noto che nel registro degli indagati sarebbe stata iscritta la coppia di coniugi romani, che avrebbero visto e riconosciuto Denise il giorno della scomparsa presso l’Hotel Ruggero II, dove lavorava Anna Corona.

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La donna avrebbe raccontato agli inquirenti di aver visto nell’albergo una signora che si aggirava con fare sospetto in compagnia di una bambina. Eppure, dalle indagini svolte sarebbe emerso che la coppia quel giorno non era a Mazara del Vallo né in Sicilia ma a Roma. Stefano Pellegrino, avvocato della coppia, intervistato nel corso della trasmissione, ha detto “La moglie in pratica aveva realizzato un ricordo assolutamente non corretto. Aveva visto una signora ma ovviamente non si sa in quale in quale albergo, hanno riscontrato e verificato che in effetti la signora non si trovava quel giorno a Mazara del Vallo e neanche in Sicilia“.

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Inoltre, si è scoperto che l’avvocato è lo stesso di Maria Angioni, il magistrato che si è occupato del caso in passato e che recentemente è stata indagata anche lei per falsa testimonianza. L’avvocato Pellegrino ha fugato i dubbi di una conoscenza tra la pm e i coniugi romani: “Non c’è nessun rapporto di conoscenza né tantomeno un rapporto amicale solamente una conoscenza mediatica. Hanno seguito le trasmissioni e quindi magari si sono lasciati suggestionare”.

Si tratterebbe, dunque, di una suggestione, che non ha evitato però alla coppia di essere indagata per falsa testimonianza al pubblico ministero.

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