Def, Giorgetti: “Debito pubblico pesantemente condizionato dal superbonus”

Def, Giorgetti Debito pubblico pesantemente condizionato dal superbonus

Def, Giorgetti: “Debito pubblico pesantemente condizionato dal superbonus”. L’obiettivo è “replicare il taglio del cuneo anche nel 2025”

Il governo ha approvato il Def e in considerazione della necessità di attendere la conclusione dell’iter di approvazione delle nuove regole di programmazione economica dell’Unione Europea, che introducono il Piano fiscale-strutturale di medio termine quale strumento per l’indicazione degli obiettivi di legislatura, il governo fa sapere che il DEF non riporta il profilo programmatico. La tempistica stabilita nelle norme transitorie prevede che il Piano sia approvato entro il 20 settembre prossimo. A legislazione vigente, gli andamenti sono sostanzialmente in linea con il profilo programmatico della NADEF 2023. Il DEF contiene inoltre il valore delle politiche invariate.

Indicatori di finanza pubblica – Quadro tendenziale

2024 – Pil 1 – Deficit 4,3 – Debito 137,8

2025 – Pil 1,2 – Deficit 3,7 – Debito 138,9

2026 – Pil 1,1 – Deficit 3 – Debito 139,8

2027 – Pil 0,9 – Deficit 2,2 – Debito 139,6

“Il debito pubblico in risalita previsto dal Def“, ha spiegato il ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti nel corso della conferenza stampa, “è pesantemente condizionato dai riflessi per cassa del superbonus nei prossimi anni” ma dopo il 2026 “comincerebbe a scendere“. Il ministro ha anche sottolineato che l’obiettivo politico del governo in vista della prossima legge di bilancio è “replicare il taglio del cuneo anche nel 2025“. “Nel Def” ha aggiunto “continua ad andare bene anche l’occupazione, prevediamo un tasso di disoccupazione in costante diminuzione“.

Leggi anche: Strage di Suviana, esplosione alla centrale elettrica: 3 i morti

Il Documento di economia e finanza approvato iconferma, dunque, gli obiettivi di settembre, deficit al 4,3% quest’anno, poi al 3,7% e al 3% nel 2026, debito in crescita dal 137,8 di quest’anno fino al 139,8% del 2026, nonostante una revisione a ribasso della crescita. Il pil salirà dell’1% quest’anno (a settembre si prevedeva l’1,2%), dell’1,2% nel prossimo, dell’1,1% nel 2026, con l’inflazione già all’1,6% quest’anno, sotto la media Ue.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo si chiuderà in 0 secondi