Dati Agenas e Fiaso, ancora in calo i dati sull’occupazione delle terapie intensive

Dati Agenas e Fiaso, ancora in calo i dati sull'occupazione delle terapie intensive

Dati Agenas e Fiaso, ancora in calo i dati sull’occupazione delle terapie intensive e migliorano anche i reparti ordinari: “certamente un segnale di ottimismo”

Ancora buone notizie dal fronte dell’occupazione delle terapie intensive e nei reparti ordinari per quanto riguarda i ricoveri da Covid. Secondo il monitoraggio pubblicato da Agenas l’occupazione delle terapie intensive è al 9%, mentre i ricoveri in area non critica sono al 19% (-1% rispetto al dato precedente).

Per area non critica si intendono i posti letto di area medica afferenti alle specialità di malattie infettive, medicina generale e pneumologia.

In calo anche l’incidenza per 100mila abitanti. I dati della scorsa rilevazione, ovvero quelli relativi al periodo dal 14 al 20 febbraio, segnavano una incidenza di 613,47 su 100mila abitanti. Il periodo successivo, quello dal 21 al 23 febbraio, segna un calo netto dell’incidenza, fermandosi a 225, 33 casi su 100mila abitanti.

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Si segnala che i dati non tengono conto delle differenze nella composizione della popolazione (per sesso, età, fattori di rischio) o per gravità di sintomi e condizioni cliniche, che possono determinare una diversa propensione alla ospedalizzazione e/o ricovero in terapia intensiva.

Inoltre, la Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere rende noto che “in una settimana il numero dei ricoveri Covid è sceso del 12%”.

Sempre Fiaso rende noto che “nei reparti ordinari la diminuzione dei pazienti si attesta al 12,6% mentre nelle terapie intensive, dove una settimana fa c’era stata una significativa riduzione del 25%, il calo è stato molto più lieve, pari al 3,8%. Negli ospedali del Nord i ricoveri, sia nei reparti ordinari sia nelle rianimazioni, sono diminuiti del 14%;nelle strutture del Centro sono scesi del 10% mentre nel Sud e nelle isole i pazienti si sono ridotti dell’12%. Reparti ordinari, pazienti “Con Covid” costituiscono il 42%. Nei reparti ordinari i ricoverati “Con Covid”, ovvero pazienti con infezione accertata da Sars-Cov-2 ma senza segni clinici, radiografici e laboratoristici di interessamento polmonare, il cui ricovero è determinato da altre patologie, costituiscono il 42% del totale”.

“Da quattro settimane di fila continua la discesa dei ricoveri e questo rappresenta certamente un segnale di ottimismo. I numeri sono in progressivo calo ma l’epidemia non è ancora finita – avverte il presidente di Fiaso, Giovanni Migliore –. Il virus, pur essendo meno aggressivo e non provocando gravi conseguenze grazie all’alta copertura vaccinale, circola ancora largamente tra la popolazione e prova ne è l’alto numero di pazienti che arrivano in ospedale per curare altre patologie ma vengono trovati positivi al tampone pre-ricovero, per questo occorre ancora grande prudenza. Questo, però, è il momento di disegnare una strategia per affrontare i prossimi mesi e per evitare di essere impreparati il prossimo autunno con la ripresa delle condizioni più favorevoli alla diffusione dei contagi delle patologie respiratorie e la prevedibile riduzione dell’efficacia vaccinale”.

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