Cdm a Cutro sui flussi migratori, fino a 30 anni di carcere per gli scafisti

Cdm a Cutro sui flussi migratori, fino a 30 anni di carcere per gli scafisti

Consiglio dei ministri oggi a Cutro sui flussi migratori, previste condanne0 fino a 30 anni di carcere per gli scafisti

Si terrà oggi, 9 marzo, a Cutro il Consiglio dei Ministri, alle ore 15.45, nella sede del Municipio di Cutro (KR). All’ordine del giorno l’esame del decreto legge sui flussi di ingresso legale dei lavoratori stranieri e di prevenzione e contrasto all’immigrazione irregolare. Dunque, saranno discusse anche le pene per gli scafisti e chi organizza i viaggi migratori, causando spesso il naufragio e la morte di persone innocenti.

Nella bozza del decreto, riportata dall’Agenzia Dire, si legge il paragrafo dedicato proprio alle possibili condanne che possono essere inflitte agli scafisti: “Chiunque, in violazione delle disposizioni del presente testo unico, promuove, dirige, organizza, finanzia o effettua il trasporto di stranieri nel territorio dello Stato ovvero compie altri atti diretti a procurarne illegalmente l’ingresso nel territorio dello Stato, ovvero di altro Stato del quale la persona non è cittadina o non ha titolo di residenza permanente, quando il trasporto o l’ingresso sono attuati con modalità tali da esporre le persone a pericolo per la loro vita o per la loro incolumità o sottoponendole a trattamento inumano o degradante, è punito con la reclusione da venti a trenta anni se dal fatto deriva, quale conseguenza non voluta, la morte di più persone. La stessa pena si applica se dal fatto derivano la morte di una o più persone e lesioni gravi o gravissime a una o più persone.

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Inoltre, nella bozza si legge: “Se dal fatto deriva la morte di una sola persona, si applica la pena della reclusione da quindici a ventiquattro anni. Se derivano lesioni gravi o gravissime a una o più persone, si applica la pena della reclusione da dieci a venti anni“.

Per quanto riguarda i flussi, il decreto prevede una regolamentazione triennale: “Per il triennio 2023-2025, le quote massime di stranieri da ammettere nel territorio dello Stato per lavoro subordinato, anche per esigenze di carattere stagionale e per lavoro autonomo, sono definite, in deroga alle disposizioni dell’articolo 3 del decreto-legislativo 25 luglio 1998, n. 286, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri”.

“Qualora se ne ravvisi l’opportunità – si legge ancora nella bozza riportata su www.dire.it, ulteriori decreti possono essere adottati durante il triennio, secondo la procedura di cui ai commi 2 e 3. Le istanze eccedenti i limiti del decreto di cui al comma 1 possono essere esaminate nell’ambito delle quote che si rendono successivamente disponibili con gli ulteriori decreti di cui al presente comma. Al fine di prevenire l’immigrazione irregolare, con i decreti di cui al presente articolo sono assegnate, in via preferenziale, quote riservate ai lavoratori di Stati che, anche in collaborazione con lo Stato italiano, promuovono per i propri cittadini campagne mediatiche aventi ad oggetto i rischi per l’incolumità personale derivanti dall’inserimento in traffici migratori irregolari”.

Fonte immagine: https://www.governo.it/it/articolo/consiglio-dei-ministri-n-20/21767

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