Caso Serena Mollicone, la famiglia fa ricorso per l’assoluzione degli imputati

Serena Mollicone

Caso Serena Mollicone, la famiglia fa ricorso per l’assoluzione degli imputati. Per i giudici le prove non sono sufficienti

La procura della Repubblica di Cassino e gli avvocati dei familiari di Serena Mollicone, la 18enne di Arce (Frosinone) trovata morta il 3 giugno 2001, hanno depositato il ricorso in appello contro la sentenza della Corte d’assise di Cassino, che, il 15 luglio 2022, aveva assolto gli imputati perché le “prove” del processo “sono in contrasto con l’accusa” e perché “numerosi elementi indiziari, ritenuti tasselli fondamentali dell’impianto accusatorio del Pubblico Ministero non sono risultati sorretti da un sufficiente e convincente compendio probatorio”

A depositare il ricorso sono stati il sostituto procuratore Maria Beatrice Siravo e gli avvocati dello zio Antonio Mollicone (Dario De Santis), della zia Armida Mollicone (Federica Nardoni), della sorella Consuelo Mollicone (Sandro Salera), della famiglia del brigadiere Santino Tuzi (Elisa Castellucci). Gli imputati assolti dalle accuse di omicidio volontario ed occultamento di cadavere sono il maresciallo Franco Mottola (ex comandante della caserma dei carabinieri di Arce), la moglie Anna Maria ed il figlio Marco.

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Secondo quanto ricostruito, il giorno della morte, Serena si recò nella caserma di Arce, nell’alloggio di Mottola, dove incontrò Marco. Ne nacque una lite, al culmine della quale la ragazza fu spinta, sbattendo la testa sul montante di una porta, riportando le ferite che ne hanno provocato la morte.

Sono stati assolti anche l’allora vice comandante della stazione di Arce maresciallo Vincenzo Quatrale e l’appuntato Francesco Suprano, accusati a vario titolo di occultamento delle prove e favoreggiamento.

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