Caso Orlandi-Gregori, la voce al telefono è quella di Mario Accetti

Caso Orlandi-Gregori, la voce al telefono è quella di Mario Accetti

Caso Orlandi-Gregori, la voce al telefono che chiamò casa Orlandi il 27 giugno 1983 sarebbe quella di Mario Accetti

La perizia fonica sui telefonisti del caso Orlandi-Gregori sembra confermare un’ipotesi clamorosa: la voce di “Mario”, l’uomo che chiamò a casa Orlandi il 27 giugno 1983 rivendicando il rapimento di Emanuela, e quella dell'”Americano”, che fece lo stesso con la famiglia Gregori per Mirella scomparsa il 7 maggio precedente, sarebbero entrambe di Marco Accetti.

Accetti, già condannato per l’omicidio stradale di José Garramon, nel 2013 si era autoaccusato del duplice rapimento delle due quindicenni, venendo poi indagato e prosciolto. La nuova perizia, richiesta dal suo avvocato Giancarlo Germani, confronta le sue registrazioni con quelle delle telefonate anonime, giungendo a una compatibilità fino all’86%.

La nuova perizia è stata richiesta da Giancarlo Germani, l’avvocato di Accetti, che nel 2013 si autoaccusò del duplice rapimento delle quindicenni, per cui fu indagato e poi prosciolto. Il legale si è affidato al consulente tecnico Marco Arcuri, esperto di informatica e di IA.

«La comparazione tra i file audio – spiega Arcuri – ha evidenziato una compatibilità media dell’86%, che è un livello altissimo, tra Accetti e tutti i telefonisti. Tale corrispondenza è stata rivelata dalle frequenze degli spettrogrammi analizzati». «Si è utilizzato il metodo Linear Predictive Coding (LPC) – spiega il consulente – una tecnica che considera la voce come il risultato della modulazione provocata dalla gola e dalla bocca (formante) sull’emissione sonora delle corde vocali (residuo). I risultati dell’analisi forniscono i valori delle formanti, che sono indicativi delle caratteristiche vocali di un individuo». 

Non è la prima volta che Accetti viene accostato al caso Orlandi: la sua pista era già stata esplorata in passato, ma senza mai portare a una svolta definitiva. Questa nuova perizia fonica potrebbe però riaprire le indagini e dare una svolta decisiva al caso dopo decenni di misteri.

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L’avvocato Germani, da parte sua, incalza: «Qui parliamo di reati gravissimi attorno alla sorte di due ragazzine. Non è un gioco di ruolo da social network. Bisogna riscontrare i dati obiettivi, a prescindere se si voglia sposare una teoria o l’altra, e fare le indagini basandosi sui riscontri. Il mio assistito intende dimostrare, sulla base delle numerose prove da tempo pubbliche, alle quali se ne aggiungeranno altre, di aver partecipato all’azione di sequestro. Non è un mitomane, questo è fuori discussione: sarebbe davvero un curioso caso di mitomania, visto che ha aspettato 30 anni per parlare. Ciò che racconta va verificato e toccherà alla magistratura chiarire le responsabilità».

Va, dunque, sottolineato che si tratta di un’analisi tecnica, e che la sua validità dovrà essere vagliata dalla magistratura. Inoltre, non si dimentiche che lo stesso Accetti ha più volte ritrattato le sue confessioni, rendendo il quadro ancora più complesso.

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