Atletica, Sara Simeoni spegne 70 candeline

È classe 1953

Spegne oggi, 19 aprile, 70 candeline, la saltatrice in alto Sara Simeoni, icona e leggenda dell’atletica azzurra.

In una carriera durata 22 anni, curiosamente, al suo eccellente curriculum, proprio come a Jacobs e Tamberi, manca solo il titolo mondiale.

Scossa al record


Sara Simeoni  ha incrementato il record italiano di 30 centimetri esatti all’aperto (partendo dall’1,71 di Padova il 9 maggio 1970 fino al 2,01 del ’78). 39 centimetri, invece, al coperto (dall’1,58 di Genova ‘70 all’1,97 di Grenoble ’81). Si è imposta nel 73,6 per cento (235) e ha superato quota 100 (esattamente 101) nei salti sopra l’1,90.

Ventidue anni di attività

Sara Simeoni ha gareggiato per ventidue anni realizzando 329 performance oltre l’1,60.
Ha chiuso 101 volte le gare oltre l’1,90 ma ha anche realizzato altri 74 salti intermedi oltre l’1,90.
Ha stabilito 2 record mondiali, 23 record italiani all’aperto e 21 record italiani indoor.Ha disputato 4 Olimpiadi (dal ’72 all’84), un Mondiale (1983), cinque Europei, 7 Europei indoor, 2 Coppe del Mondo, 9 Coppe Europa, 5 Universiadi, 3 Giochi del Mediterraneo e un Europeo juniores.

Ha vinto 14 titoli italiani all’aperto nell’alto e 10 indoor.

Le grandi imprese


Il nome della Simeoni resta legato essenzialmente a due imprese, anche se sono tanti i momenti esaltanti della sua carriera.

Non si può che partire dal suo primo record mondiale. Il 2,01 del 4 agosto 1978 a Brescia prese in contropiede anche i giornali che, salvo qualche eccezione, dovettero ricorrere a seconde edizioni approfondendo la notizia il giorno dopo.

Sara tentò i 2,01 dopo che qualche tecnico le aveva suggerito di fermarsi a 1,98. Stabilì il record al primo tentativo e dovette rinunciare ai 2,03 solo perché fu travolta dai tifosi.

Sullo slancio del record mondiale Sara non ebbe invece avversarie all’Olimpiade di Mosca.

Sara partì per il secondo tentativo che sarebbe entrato nella storia mentre Coe e Ovett si muovevano per la finale degli 800. Quando la Kielan fallì il terzo tentativo accontentandosi dell’argento la Simeoni, impazzita di gioia dopo le lacrime che avevano bagnato l’argento di Montreal ’76, corse a baciarla, quindi abbracciò la Ackermann e coinvolse nella plateale esultanza perfino un giudice sbigottito.

Era l’apoteosi ma per la regina dell’atletica non era certo finita lì: prima del ritiro la Simeoni ebbe il tempo di vincere il quarto titolo europeo indoor a Grenoble nel 1981 (portando il record al coperto a 1,97) e poi il bronzo agli Europei di Atene 1982 ancora con 1,97.

Una storia azzurra


Ha esordito con la maglia azzurra il 19 luglio 1970 a Zenica in Jugoslavia giungendo seconda con 1,65. Meno di due mesi dopo, il 12 settembre, gareggiò per la prima volta per una medaglia giungendo quinta con 1,70 agli Europei juniores di Colombes, guarda caso lo stesso piazzamento di Pietro Mennea nei 200 metri. Una rassegna passata a posteriori alla storia per aver tenuto a battesimo i due ori dell’atletica di Mosca di 10 anni dopo.

 

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