Altavilla Milicia, le parole di Kevin agli amici prima di morire

Altavilla Milicia, un'amica di Antonella Salomone: "sono una miracolata"

Altavilla Milicia, le parole di Kevin agli amici prima di morire e le nuove rivelazioni dalla deposizione della figlia 17enne

Kevin, il 16enne vittima, insieme alla madre e al fratellino di 5 anni, del padre, della sorella maggiore e di due fanatici religiosi, ha raccontato in una chat con il suo amico cosa accadeva nella sua abitazione. I messaggi – riportati dal Corriere della Sera – risalgono ad una settimana prima della sua morte e dicono:

«Te la faccio in breve: nella mia famiglia ultimamente sono successe cose strane e c’entra il mondo spirituale e ora sono venuti due Fratelli di Dio e stanno liberando mia madre e mio fratello che hanno dei demoni molto maligni addosso. La mia famiglia si sta distruggendo per colpa della mia indifferenza, io scappo sempre da casa mia per stare con voi e svagarmi perché io in questa casa non sento pace», scrive Kevin al suo migliore amico.

Il 16enne sarebbe stato completamente plagiato dal padre, tant’è che in un altro messaggio scrive: «Per colpa di questo atteggiamento il diavolo si sta mangiando la mia famiglia». «So che può sembrare strano — prosegue la vittima — Ma ti assicuro che è tutto vero… Ieri mio fratello e mia madre erano posseduti e dicevano cose spaventosissime. Un bambino di 5 anni che ti dice che il demone che ha dentro è venuto in questa famiglia per distruggerci e ucciderci uno ad uno. Come te lo spieghi?».

Inoltre, sempre il Corriere della Sera, riporta nuovi stralci del racconto della 17enne agli inquirenti: «Mia madre è morta recentemente, credo la settimana scorsa. È stata torturata con il phon, con la padella e con la pinza per il camino e io ho assistito. Eravamo in cucina, mia madre era a terra con il volto in giù, ed erano presenti anche Sabrina, Massimo, Kevin e mio padre. La torturavano a turno, sia Sabrina che Massimo. Le passavano l’asciugacapelli con la massima temperatura in un punto del corpo, con la padella la colpivano sulla schiena. Hanno anche riscaldato la pinza per il camino con il fuoco e gliela hanno messa addosso. Mio padre guardava, io e Kevin eravamo in piedi e ci scambiavamo sguardi, capendo che la cosa non fosse normale», avrebbe detto la 17enne.

Poi aggiunge:  «Mia madre mi diceva di chiamare i carabinieri, ma io per paura di essere torturata non l’ho fatto. Mentre la torturavano le dicevano che era un demone. Volevano farla cremare, l’hanno messa su delle tavole di legno e l’hanno portata nella parte sopra la mia casa, un terreno in salita, e l’hanno seppellita lì, precisamente vicino a una cascina. Hanno scavato la buca con piccone e pala, mio padre li aveva perché ogni tanto scavava buche. La buca l’hanno scavata mio padre e Kevin, e sempre loro l’hanno messa nella buca. Sabrina e Massimo guardavano, e dicevano di portare li tutte le cose di mia madre e metterle nel pozzo. Erano tazze da collezione, attrezzi da cucina che dicevano fossero maledetti, alcune bomboniere. Poi hanno coperto e dato fuoco a tutto, compresa mia madre».

«La notte tra venerdì e sabato in casa hanno dormito Massimo e Sabrina, io, i miei fratelli e mio padre», prosegue ancora la ragazza. «Manuel però non era in condizioni da poter essere definito vivo. Questo però già da prima di venerdì. Era nero e con il sangue in faccia. Ho assistito infatti anche alle torture fatte a Manuel, lo torturavano con l’asciugacapelli, gli avevano dato il caffè amaro con una siringa per farlo vomitare. Le torture verso Manuel erano finalizzate a liberarlo dai demoni. Loro dicevano di non vedere un bambino di 5 anni, ma un demone. Massimo diceva di avere mal di testa come detto per colpa dei demoni, ha accusato mio fratello Kevin dicendo che era lui», continua la 17enne.

Leggi anche: Mistero sulla morte di Navalny, sparito il corpo del dissidente

Poi conclude: «Sabrina intanto mi chiedeva di riportare in vita Manuel, e ha accusato anche me di essere un demone. Mio fratello a quel punto è stato picchiato da Massimo e Sabrina, poi lo hanno legato con una catena piena di ruggine, cavi e fili e lo hanno messo per terra con la testa su un cuscino accanto al camino. Io ho assistito a tutto. Poi me ne stavo andando e hanno iniziato a dire che se facevo così non ero ‘una figlia di Dio’. Ero distrutta, non ho fatto niente».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Il contenuto di questo sito è protetto da Copyright.