Speciale TG5, “Per sempre al Massimo” a 30 anni dalla scomparsa di Troisi

Speciale TG5, “Per sempre al Massimo”, Troisi nel 30ennale della scomparsa, sabato 1° giugno in seconda serata su Canale 5

Sabato 1° giugno, in seconda serata, su Canale 5, appuntamento con Speciale TG5: «Per sempre al Massimo». Il settimanale di approfondimento della testata diretta da Clemente J. Mimun, a cura di Claudio Fico, firmato da Anna Praderio, ricorda l’artista napoletano scomparso il 4 giugno 1994.

Praderio ha raccolto tante testimonianze: tra queste spiccano quelle di Carlo Verdone e Mario Martone, di Nathalie Caldonazzo, Giuliana De Sio e Francesca Neri, di Emmanuelle Beart, del nipote Stefano Veneruso, di Anna Pavignano, storica compagna, di Giovanni Benincasa, amico carissimo.

Massimo Troisi ha portato nel mondo – e sino agli Oscar – il suo paese, San Giorgio a Cremano, e la sua Napoli. Oggi, a 30 anni dalla scomparsa e a 30 dal suo capolavoro, Il postino continua a regalare sorrisi ed emozioni. Quando il film esce negli Stati Uniti, anche il pubblico americano se ne innamora: l’opera riceve cinque candidature agli Oscar, tra cui miglior film, e per Troisi c’è una nomination postuma come miglior attore protagonista. Anna Pavignano, candidata per la sceneggiatura, con il produttore Gaetano Daniele, amico da sempre di Troisi, Maria Grazia Cucinotta e Natalie Caldonazzo accompagnano la pellicola a Los Angeles, dove Luis Bacalov vince l’Oscar per la colonna sonora e, sul palco, rammenta l’eterno ragazzo che era Massimo Troisi.

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Lo speciale propone anche la poesia tratta dal docufilm Il mio amico Massimo (2022, Alberto Bencivenga, Lucky Red), che Roberto Benigni dedica all’amico. «Non so cosa teneva dint’a capa; intelligente, generoso, scaltro, per lui non vale il detto che è del Papa, morto un Troisi non se ne fa un altro. Morto Troisi muore la segreta arte di quella dolce tarantella, ciò che Moravia disse del Poeta io lo ridico per un Pulcinella. La gioia di bagnarsi in quel diluvio di jamm, o’ saccio, ‘naggia, oilloc, azz!; era come parlare col Vesuvio, era come ascoltare del buon Jazz. “Non si capisce”, urlavano sicuri, “questo Troisi se ne resti al Sud!” Adesso lo capiscono i canguri, gli Indiani e i miliardari di Hollywood! Con lui ho capito tutta la bellezza di Napoli, la gente, il suo destino, e non m’ha mai parlato della pizza, e non m’ha mai suonato il mandolino. O Massimino io ti tengo in serbo fra ciò che il mondo dona di più caro, ha fatto più miracoli il tuo verbo di quello dell’amato San Gennaro».

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