Incidente di Gorgo, tutti i dubbi sulla dinamica e sul ruolo dell’altra macchina

Incidente di Gorgo, tutti i dubbi sulla dinamica e sul ruolo dell'altra macchina

Incidente di Gorgo, tutti i dubbi sulla dinamica e sul ruolo dell’altra macchina, la Polo su cui viaggiavano gli amici di Barbara ed Eralda

Barbara ed Eralda sono le due giovani vittime dell’incidente di Gorgo. In macchina con loro, alla guida della BMW che si è schiantata contro un albero, c’era il fidanzato di Eralda e il fidanzato di Barbara, Daniel Castelli.

«Mio figlio è in coma, intubato» racconta Nesret, il padre del giovane alla guida della macchina. Altre volte gli aveva prestato la sua Bmw, «Ma Mikele era un ragazzo con la testa sulle spalle. Non riesco a capire cosa sia accaduto l’altra notte: mancano dei pezzi, a questa storia, e spero che i carabinieri riescano a metterli insieme», dice sempre il padre.

Al Corriere della Sera, il padre di Mikele ha affidato i suoi dubbi, sperando di capire il ruolo dell’altra vettura, la Polo bianca su cui viaggiavano gli altri amici. «Quando sono arrivato nel punto dell’incidente, di loro non c’era traccia. Si sono presentati alcune ore dopo, senza la macchina che avevano usato prima. Mi hanno detto che loro non c’erano al momento dello schianto, ché si trovavano su un’altra strada. Ma allora mi chiedo perché la loro Polo ha lo specchietto laterale sinistro spezzato e la carrozzeria della mia Bmw presenta dei graffi sulla fiancata destra?».

Leggi anche: Veneto, amiche morte nell’incidente: si affaccia l’ipotesi della gara automobilistica

«Li conosco da anni, quei ragazzi – dice sempre Nesret Tatani- sono venuti a mangiare a casa mia, li ho sempre accolti. Eppure sono gli unici a non essere ancora venuti qui, a farmi le condoglianze. Sono come spariti. È strano…».

Cosa sia accaduto veramente quella notte è ancora da chiarire. Intanto il padre di Eralda, Baki Spahillari, ha detto di non provare rancore e ha aggiunto: «Se voglio sapere la verità su cos’è accaduto l’altra notte? E a cosa servirebbe? Io ho perso una figlia, e niente me la può restituire, neppure la verità…». 

Sulla figlia racconta: «Eralda studiava da estetista, voleva aprire un centro tutto suo. Era una ragazza intelligente, coscienziosa, la sera lavorava in pizzeria per guadagnare qualcosa. Ed era simpatica: io e lei ci siamo sempre divertiti, giocavamo assieme e mi ha fatto fare un sacco di risate».

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Il contenuto di questo sito è protetto da Copyright.