Ilaria Salis ancora in catene. Scalfarotto: “è ancora al guinzaglio”

Ilaria Salis ancora in catene. Scalfarotto è ancora al guinzaglio

Ilaria Salis ancora in catene. Scalfarotto: “è ancora al guinzaglio”. Ecco le immagini della giovane in manette

Questa mattina Ilaria Salis è tornata in tribunale in Ungheria e le immagini hanno mostrato l’attivista nuovamente in catene. Fuori dall’aula, alcuni estremisti hanno minacciato il gruppo composto dai legali e dagli amici della Salis: “Ci aspettavano e ci hanno insultato e minacciato in ungherese”, ha detto l’avvocato Eugenio Losco.

“E niente, Ilaria Salis è ancora al guinzaglio”, ha scritto il senatore e responsabile Esteri di Italia viva, Ivan Scalfarotto, pubblicando la foto della catena che lega Salis alla guardia.

Niccolò Zancan, giornalista e inviato de La Stampa ha condiviso su X le immagini della Salis in catene, mentre entra nell’aula del tribunale. Inoltre, Zancan ha pubblicato la dichiarazione firmata da Ilaria Salis, in cui autorizza alla condivisione e pubblicazione delle immagini che la ritraggono in catene.

Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, ha commentato l’ingresso in aula della Salis in manette e catene: “Mi auguro che la signora possa essere assolta, ho visto che è stata portata in aula in catene ma pare che poi le siano state tolte. Non è un bel modo, non mi pare ci sia pericolo di fuga. Detto questo eviterei di politicizzare il caso se no si rischia lo scontro. A me preoccupa la cittadina Salis – sottolinea Tajani – non mi interessa se poi vogliono candidarla ma se si deve trasformare il processo in scontro politico lo scontro politico non la favorisce”.

L’udienza si è conclusa con un nulla di fatto sulla concessione ai domiciliari alla Salis. La decisione di respingere i domiciliari per Ilaria Salis è stata “l’ennesima prova di forza del governo Orban”, ha commentato Roberto Salis. “Un po’ me lo aspettavo – ha aggiunto – Ilaria qui è considerata un grande pericolo”.

“I nostri ministri non hanno fatto una bella figura e il governo italiano dovrebbe farsi un esame di coscienza”, ha proseguito il padre di Ilaria Salis. “Le catene non dipendono dal giudice ma dal sistema carcerario e quindi esecutivo e il governo italiano può e deve fare qualcosa perché mia figlia non sia trattata come un cane”, ha detto ancora.

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