Fedez si sfoga: “Minacce di cancro a mio figlio? Per lo Stato non è reato”

Fedez si sfoga durante un incontro con la Polizia postale di Milano: il rapper torna a parlare delle minacce che hanno raggiunto il piccolo Leone

Fedez è una furia. Il cantante, nelle scorse ore è stato ospite durante un incontro con la Polizia postale di Milano, dove ha parlato del problema dei social, denunciando le svariate minacce che troppo spesso lo raggiungono. E non solo lui, visto che in diverse occasioni il destinatario di ira e rabbia ingiustificata è stato anche il piccolo figlio Leone. Il cantante ha preso la parola così sulla questione, chiedendo di alzare l’asticella dell’attenzione:

Per lo Stato italiano augurare il cancro a un bambino di cinque anni non è reato. Questa cosa mi ha lasciato abbastanza perplesso: parliamo tanto di hate speech, di fomentare l’odio però se uno augura un cancro a un bambino di cinque anni non succede niente. Forse bisognerebbe intervenire da un punto di vista dei vuoti legislativi”. Fedez è intervenuto così dal palco della mostra fotografica Supereroi, sui pericoli di internet, alla Fabbrica del Vapore di Milano e chiede che vengano colmate le lacune normative legate al cattivo utilizzo dei social e del web.

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Nelle scorse ore Fedez ha intanto fatto ritorno nella sua Rozzano insieme ai figli Leone e Vittoria. Mentre il rapper torna nella sua città d’origine con i figli, Chiara prendeva posto davanti alle telecamere dicendo: “Io e Federico ci sentiamo, siamo due persone adulte che si vogliono bene, non è che da un giorno all’altro non ci si sente più. E’ un periodo di crisi, ne abbiamo avute anche in passato, questa è una crisi un po’ più forte. Adesso la priorità per entrambi sono i figli”.

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