Caso Pozzolo, schiacciante la testimonianza del caposcorta

Caso Pozzolo, vittima e testimoni smentiscono la versione del deputato

Caso Pozzolo, schiacciante la testimonianza del caposcorta. Ecco chi è la terza persona ad aver toccato l’arma

Secondo quanto pubblicato dal quotidiano La Stampa, la testimonianza del caposcorta di Delmastro inchioderebbe Pozzolo, senza lasciare alcun margine al deputato di Fratelli d’Italia.

L’arma di Pozzolo “è sempre stata in mano” a lui.  La Stampa, ripotando gli atti di indagine aggiunge che “Pozzolo, spaventato e sorpreso, ha come lasciato cadere la pistola sul tavolo. Mi sono assicurato di allontanarlo dall’arma per soccorrere il ferito (Campana, ndr) che inveiva: ‘Mi hai sparato, almeno chiedimi scusa’”

“Istintivamente l’ho presa in mano per evitare che urtasse il tavolo”, spiega Morello e aggiunge “essendo ancora calda e fumante ho percepito il calore sulla mano e l’ho appoggiata sul piano del tavolo”.

Ai carabinieri Morello avrebbe dunque detto: “Mi sono assicurato di allontanare Pozzolo dall’arma rimasta sul tavolo, per poi collaborare a soccorrere il ferito che stava inveendo contro il deputato”.

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Morello aggiunge poi che suo figlio Maverick avrebbe preso in mano la pistola, la North American, per consegnargliela “dicendomi di ritirarla per sicurezza. L’ho presa e non sapendo dove custodirla l’ho appoggiata su di una mensola a muro, in alto”.

Dagli esami sulle tracce di DNA sull’arma risulta che a toccare la pistola sarebbero stati solo in tre: Pozzolo, Morello e il figlio Marevick.

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