Caso Ilaria Salis, il padre: “torturata per 35 giorni. Un trattamento non da essere umano”

Caso Ilaria Salis, il padre torturata per 35 giorni. Un trattamento non da essere umano

Caso Ilaria Salis, il padre: “torturata per 35 giorni. Un trattamento non da essere umano”. Le parole di Antonio Tajani

Intervenuto al programma televisivo “Quarta Repubblica”, Roberto Salis, il padre di Ilaria, l’italiana detenuta in Ungheria con l’accusa di aver picchiato degli estremisti neonazisti, ha raccontato la vicenda della figlia e le difficili condizioni di vita nel carcere.

“Mia figlia è stata arrestata in taxi il giorno dopo i fatti per aver aggredito, procurando lesioni gravi con pericolo di morte, nonostante le persone sono state giudicate guaribili in 5-8 giorni e in più è accusata di appartenere ad una organizzazione criminale che ha fatto atti simili in Germania dal 2017 al 2020, i cui atti, trasmessi al giudice ungherese sono contenuti in circa 800 pagine in tedesco e non compare neanche una volta il nome di mia figlia”.

Sulle torture che ha avuto dice: “Mia figlia è stata torturata per 35 giorni, 8 giorni è stata lasciata con i vestiti sporchi. E’ stata per 8 giorni in cella di isolamento senza carta igienica, sapone ed assorbenti ed ha avuto il ciclo. Prima che l’ambasciata le ha consegnato un pacco con il necessario sono passati 35 giorni in cui mia figlia doveva usare uno dei capi che aveva addosso per asciugarsi dalla doccia perché non aveva asciugamani”.

Continua Roberto Salis: “Ho saputo delle condizioni a cui è sottoposta il 12 ottobre, quando abbiamo letto una lettera di Ilaria mandata agli avvocati che è stata inviata all’Ambasciata e conteneva queste condizioni che io ignoravo. Mia figlia è stata arrestata l’11 febbraio, sono stati 7 mesi con gli unici contatti tramite i suoi avvocati e l’Ambasciata italiana, un trattamento non da essere umano avvenute fino a quando abbiamo visto questa lettera e abbiamo potuto assistere a questa scena inqualificabile per la prima volta oggi”.

Poi aggiunge: “Mia figlia in un anno credo sia invecchiata di dieci, me la stanno facendo deperire. Mia figlia si dichiara estranea ai fatti. Non ha alcun legame con questa organizzazione criminale a quanto asserisce. Mai fatto cose di questo tipo? Mia figlia è una militante politica, ha avuto dei contatti con la giustizia per resistenza a pubblico ufficiale, ma precedenti talmente lievi che non ostano la sua professione di docente”.

Roberto Salis ha chiesto ripetutamente l’aiuto dell’ambasciata, che accusa di non aver lavorato bene: “Io vedrò l’ambasciatore dopo 11 mesi. Ho contato almeno quattro udienze, forse cinque, dove gli addetti dell’ambasciata sono andati a vedere e non hanno sollevato un dito. Finalmente oggi sono riuscito a portare in udienza una troupe televisiva. L’ambasciata non ha lavorato bene“.

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“Sta crescendo un’onda per cercare di screditare le azioni di mia figlia”, ha detto Roberto Salis al podcast ‘Metropolis’ di Repubblica, aggiungendo che “Stanno girando foto di un reato commesso in Ungheria per cui mia figlia non è accusata” ma “la cosa più importante di tutte è individuare quello che è il piano per arrivare ai domiciliari in Italia e per levarla da una situazione insostenibile per poi fare il processo in condizioni umane”

Ilaria Salis rischia una condanna fino a 24 anni. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani riferisce di aver saputo solo ieri delle manette a mani e piedi e precisa: “Orban non c’entra niente. Non è che il governo decide il processo. La magistratura è indipendente”. Il ministro Lollobrigida sostiene di non aver visto le foto della donna ammanettata: “Vado a vederle. Non commento cose che non ho visto”.

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