Blumarine e Cavalli. Ma anche Etro e Armani: la moda incendia la terza giornata della MFW

Fiamme, lava e bagliori notturni si fondono con l’eleganza immortale di Re Giorgio Armani. Al suo terzo atto, la Milano Fashion Week esplode di passione e mistero. Una vibe che incendia e lascia il segno

Se la moda fosse un elemento, oggi sarebbe il fuoco. Ardente e inarrestabile come la nuova Blumarine di David Koma, incandescente e ancestrale come la donna Cavalli di Fausto Puglisi. Il terzo giorno della Milano Fashion Week Autunno-Inverno 2025/2026 brucia di visioni potenti: dal romanticismo infuocato di Blumarine al lusso magmatico di Cavalli, fino alla scintilla primordiale di Etro.
Blumarine, il lato oscuro della fiamma
David Koma ridisegna l’anima di Blumarine accendendo un nuovo fuoco: il romanticismo diventa più gotico, più carnale. La passerella è disseminata di cardi neri, fiori spinosi che affascinano e feriscono. Il corsetto è ancora lì, ma è la camicia di chiffon a prendere il sopravvento, fluttuante come fumo. Le stampe floreali in 3D si accendono su pelle e shearling, mentre le cinture-gioiello stringono la vita come braci ardenti.
Roberto Cavalli, la lava dello stile 
Pompei non è mai stata più viva: Fausto Puglisi immagina un’eruzione di glamour in cui il passato e il futuro si fondono in un’unica colata incandescente. Gli affreschi delle Domus si trasformano in stampe sontuose, l’oro e il porpora si mescolano all’animalier, mentre l’Etna divampa sui lunghi abiti da sera neri. Cammei, mosaici e serpenti mitologici ricoprono tuniche e capispalla: la donna Cavalli non segue le mode, le scolpisce nella pietra.
Armani, l’eleganza che sfida il tempo
Nel contesto di questa giornata infuocata, la sfilata FW25 di Armani si distingue per la sua sobria eleganza e la maestria sartoriale. Con linee pulite, tagli impeccabili e tessuti pregiati, la collezione fonde tradizione e innovazione, celebrando l’essenza di un minimalismo sofisticato. La passerella diventa un palcoscenico in cui ogni dettaglio, dalla palette neutra ai ritagli studiati, rallenta il tempo e cattura lo sguardo, regalando un momento di pura raffinatezza.
Etro, la scintilla primordiale
Sul fondo della sfilata, una tenda di perline lunga 60 metri riflette i bagliori del passato. Marco De Vincenzo riporta la moda alle sue origini sacre, tra miti e simbologie ancestrali. L’ape sacra di Ra si posa su tailleur scivolati, il Paisley diventa un geroglifico moderno, le maxi paillettes brillano come fiamme in movimento. E poi maglioni tribali, gonne di anelli metallici, pellicce barbare: la moda si rigenera dalle sue ceneri, più potente che mai.
Il terzo giorno di Milano Fashion Week è un incendio di stile, un rogo creativo che illumina il futuro senza mai dimenticare le sue radici. Perché la moda, come il fuoco, è energia pura.
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