Forza Italia cambia al Senato. Maurizio Gasparri lascia, Stefania Craxi nuova capogruppo. Avvicendamento approvato per acclamazione a Palazzo Madama. Dietro il cambio pesano tensioni interne, richiesta di rinnovamento e il pressing di una parte del partito. L’avvicendamento è stato sancito da una rapida assemblea del gruppo azzurro al Senato, durata circa venti minuti, conclusa con un voto per acclamazione.
L’uscita di Gasparri e l’ingresso di Craxi vengono descritti dai protagonisti come un passaggio “normale”, già previsto prima dell’esito referendario sulla riforma della giustizia. La stessa Craxi minimizza il legame con la sconfitta del sì al referendum, mentre il segretario nazionale Antonio Tajani sottolinea che il cambio rappresenta il segno di “un partito vivo”, capace di confrontarsi democraticamente e di mantenersi fedele all’eredità politica di Silvio Berlusconi.
Dietro il passaggio di consegne, tuttavia, emergono dinamiche più profonde. Secondo fonti vicine al partito, il cambio rientrerebbe in una strategia di ampliamento della classe dirigente azzurra, sostenuta anche da Marina Berlusconi, da tempo favorevole a un rinnovamento del gruppo dirigente in vista delle prossime elezioni politiche.
A pesare sulla scelta sono stati anche i malumori interni al gruppo parlamentare. Quattordici senatori su venti, tra cui i ministri Paolo Zangrillo ed Elisabetta Casellati, avrebbero firmato una lettera chiedendo il cambio alla guida del gruppo senatoriale per preservare l’unità interna.
La tensione sarebbe maturata dopo la riunione convocata da Tajani all’indomani del voto referendario, quando la proposta di rilanciare il partito attraverso congressi regionali è stata contestata apertamente da esponenti come Licia Ronzulli e Casellati, favorevoli invece a una strategia centrata sui temi politici piuttosto che sulle strutture territoriali.
Nonostante il clima interno, Stefania Craxi ha scelto di abbassare i toni, negando qualsiasi frattura: “Gasparri ha rassegnato le sue dimissioni e il gruppo mi ha eletto”, ha dichiarato ai giornalisti, aggiungendo con ironia che “fare il capogruppo è logorante”.
A 65 anni, la nuova capogruppo rivendica infine all’Ansa, il valore dell’esperienza: “Non sono un’appassionata giovanilista, credo molto nelle quote grigie”, prima di chiudere sorridendo: “La mia prima vera necessità ora è trovare un parrucchiere”.




