Festival di Sanremo 2026 con protagonista il Green Carpet, il primo atto che trasforma la città in un grande teatro a cielo aperto prima ancora che inizi la gara canora
Sanremo non è solo musica: è un’esperienza collettiva fatta di immagini, emozioni e suggestioni. Se le cinque sere in gara scandiranno le note e l’adrenalina, il Green Carpet è l’anteprima che dà il ritmo all’intero Festival, un momento rituale dove moda, stile e narrazione visiva si incontrano sotto gli occhi del pubblico e delle telecamere. Il Green Carpet — un tappeto verde brillante steso davanti al Teatro Ariston e lungo via Matteotti — non è un semplice red carpet con altro colore: è la scena che racconta Sanremo prima ancora che si accenda il primo microfono. Il verde, evocativo di natura, rinascita e sostenibilità, diventa il colore simbolo di un Festival che guarda all’oggi e al futuro con occhi nuovi.
Leggi anche Sanremo: Sal Da Vinci è tornato e dice “Per sempre sì”. L’intervista esclusiva a 361 Magazine
Quando i Big della musica italiana, artisti affermati, nuove promesse e voci amate dal pubblico camminano sul Green Carpet, non stanno facendo solo una passerella: stanno dando forma visiva alla loro identità artistica. Ogni outfit diventa una dichiarazione di stile, un modo per farsi riconoscere e raccontare un primo capitolo della propria storia prima ancora che la prima nota venga cantata. Sul Green Carpet non si respira solo glamour: si percepisce un’energia collettiva, quasi festosa, che travalica l’esperienza televisiva. Fan di tutte le età, arrivati da città diverse, si stringono lungo le transenne con smartphone, cartelloni e sorrisi pronti a essere condivisi sui social. C’è chi cerca un autografo, chi guarda con emozione chi ama da anni, chi commenta ogni outfit con un misto di ironia e ammirazione.




