Rosalinda Cannavó spiega come é cambiato il legame con Andrea Zenga da quando sono diventati genitori
Rosalinda Cannavó non è più la stessa donna che il pubblico aveva imparato a conoscere negli anni delle fiction e delle luci della ribalta più costruita. Oggi appare diversa, più radicata, quasi come se avesse finalmente trovato un equilibrio che per molto tempo le era sfuggito. E al centro di questa trasformazione c’è, inevitabilmente, il legame con Andrea Zenga. L’incontro nella casa del reality aveva il sapore dell’intensità improvvisa, di quelle connessioni che bruciano in fretta perché alimentate da un contesto irreale. E invece, contro ogni previsione, qualcosa ha resistito.
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Rosalinda ospite nel podcast di Clarissa Marchese ha raccontato: “All’inizio io ero totalmente presa da questa nuova avventura che era assolutamente totalizzante. Lui ha vissuto la genitorialità in maniera diversa nel senso che io avevo un po’ la pretesa che la vivesse come me, perché non capivo che lui aveva bisogno di altri tempi e lo vedevo un po’ più, lasciami dire il termine: assente, un po’ più distaccato con la bambina e la vivevo anche in modo molto personale, come se fosse una cosa rivolta anche nei miei confronti come compagna, come se lui non fosse totalmente felice di questa nuova avventura che stavamo vivendo. La cosa che mi ha fatto magari più soffrire è stato tenere tutto dentro non ne parlavo con lui anzi facevo la donna forte che riuscivo a fare tutto fin quando poi ovviamente sono esplosa ed è stato il momento in cui poi siamo riusciti a trovare una quadra perché lui ha così capito le mie esigenze. lo l’ho ascoltato anche di più, ho capito che lui aveva bisogno semplicemente di più tempo non era una cosa rivolta nei miei confronti come compagna e nei confronti della bambina. Il mio compagno mi diceva: “Se tu non chiedi io come faccio a sapere che hai bisogno?” perché pretendevo che lui capisse che io avevo bisogno. A primo impatto magari non non si sa in pieno che la coppia è un po’ cambiata, il mio compagno non ha capito in quel momento che la priorità, ma anche in termini proprio materiali di tempo di energia, era la bambina, ci ha messo un po’ più tempo, però ci è arrivato. Ho proprio bisogno anche di quello, nel senso di un po’ ricongiungerci se passiamo magari più e più giorni dove non non c’è quest’unione, la soffro anch’io”.




