Continuano gli accertamenti sul Caso Minetti. A dichiararlo è la Procura generale della Corte d’Appello di Milano che starebbe valutando possibili interrogatori a testimoni all’estero.
Dopo la testimonianza di una massaggiatrice che per 20 anni ha lavorato nella tenuta del compagno di Minetti, si valutano nuove verifiche sulla grazia concessa all’ex consigliera della Regione Lombardia.
Le dichiarazioni sul Fatto Quotidiano
Nuovi elementi sulla Minetti vengono riportati dal quotidiano sopra citato, che diffonde la testimonianza di Graciela Mabel De Los Santos Torres, la massaggiatrice della tenuta uruguaiana di Giuseppe Cipriani, compagno di Minetti. Secondo la donna, l’ex consigliera regionale “non avrebbe mai cambiato stile di vita” rispetto agli anni in Italia.
Cosa racconta la testimone
De Los Santos Torres riferisce di aver iniziato a lavorare per Cipriani a 23 anni. All’inizio l’ambiente era fatto di “feste, modelle e gente ricca”. Poi, sostiene, “è diventato un sistema”: nella tenuta “Gin Tonic” sarebbero arrivate ragazze da Brasile, Argentina, Italia e Uruguay per imprenditori, politici e ospiti, anche minorenni.
La donna parla di presentazioni con il jet set, seguite da serate tra “alcol, droga e sesso” con gli “amici di casa”. Afferma anche di aver subito molestie: dopo il rifiuto di praticare massaggi erotici, sarebbe stata sostituita.
Il ruolo attribuito a Minetti
Secondo la testimone, Minetti “non era una presenza occasionale”: viveva lì per lunghi periodi, “sceglieva le ragazze, curava aspetto e abbigliamento, e incuteva timore”. Quanto al figlio della coppia, sarebbe stato seguito soprattutto dalla tata uruguaiana Fátima, “mentre Nicole spesso era altrove per lavoro”.
De Los Santos Torres si dice pronta a parlare con i pm milanesi, ma chiede protezione. Dopo queste dichiarazioni, i magistrati valutano atti all’estero per verificare i fatti.
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