Blackout nella zona ristoro e sale semivuote. A pesare anche un pomeriggio domenicale segnato dalla pioggia su Washington. Così la grande esposizione organizzata da Donald Trump per i 250 anni della fondazione degli Stati Uniti è partita in difficoltà.

A quattro giorni dall’inaugurazione, l’area allestita sul Mall, il viale verde che unisce Capitol Hill al Lincoln Memorial, è rimasta al buio. Nella sezione food il guasto ha bloccato i frigoriferi industriali: gelati e dessert sono andati persi, mentre il servizio dei piatti caldi ha accumulato quasi mezz’ora di ritardo.

I problemi non si sono fermati lì. Anche la ruota panoramica e altre attrazioni hanno subito stop improvvisi per malfunzionamenti ai generatori di emergenza. Il risultato: code, impianti fermi e una sensazione diffusa di improvvisazione che ha alimentato le critiche.

A deludere, però, sono stati soprattutto i numeri. L’affluenza è rimasta ben sotto le previsioni degli organizzatori. Trump ha dichiarato che al suo discorso d’apertura erano presenti circa 45.000 persone. Le stime raccolte sul posto parlano invece di poco più di mille spettatori, con un deflusso costante già durante l’intervento. Molti hanno lasciato l’area prima della conclusione.

Vuote anche diverse postazioni istituzionali. Almeno 10 Stati hanno scelto di non inviare rappresentanze ufficiali, motivando la decisione con i costi elevati e con perplessità sul taglio politico dato alla manifestazione. Alcuni padiglioni sono rimasti così senza personale, con banchi e materiali esposti ma nessuno a presidiarli.

Tra pioggia, generatori in affanno e partecipazione ridotta, la festa per i due secoli e mezzo d’America voluta dal presidente ha faticato a decollare. L’immagine finale è stata quella di un evento celebrativo che, almeno nei primi giorni, ha fatto più fatica a scaldare il pubblico che a illuminare la fiera.