Quando la neve si ferma: la Svizzera, Crans-Montana e il silenzio scelto a Milano-Cortina, la decisione

Dopo Crans-Montana, la Svizzera ha deciso di non portare festa a Milano-Cortina. Non cori alpini, non serate celebrative, non eventi vetrina. Una scelta che, più che una cancellazione, somiglia a una ritrazione del passo, come quando in montagna si intuisce che il terreno non è stabile e conviene fermarsi. E così, mentre Milano-Cortina continua a costruire il suo racconto olimpico fatto di luci, hospitality e storytelling internazionale, la Svizzera sceglie un’altra narrazione: l’assenza consapevole.

Leggi anche Addio a Valentino Garavani: la moda perde il suo ultimo grande narratore

Gli eventi svizzeri previsti non erano semplici feste collaterali. Erano pezzi di soft power: occasioni per dire “ci siamo, siamo affidabili, siamo parte della famiglia alpina”. Annullarli significa rinunciare volontariamente a visibilità, contatti, consenso. Una scelta che può essere letta come rispetto, come cautela diplomatica, o come tentativo di abbassare i riflettori in un momento in cui lo sguardo internazionale potrebbe essere troppo critico.

Nelle ultime ore Novella2000 ha riportato le parole del capo di Presenza Svizzera dell’unità del Dipartimento federale degli affari esteri Alexandre Edelmann, che ai microfoni della radio svizzera ha rivelato:Il contesto che si è creato attorno a Crans-Montana, l’ampiezza mediatica e la dimensione politica che ha assunto, ci hanno spinti a rivalutare tutto e ad adeguare il programma”.