Si è spento oggi, a 93 anni, il couturier che ha fatto del rosso un’icona e della femminilità uno stile di vita
Valentino Garavani è morto oggi, a 93 anni, a Roma, la città che aveva scelto come casa e come teatro della sua visione creativa. Con lui, se ne va uno degli ultimi protagonisti assoluti dell’alta moda, capace di costruire uno stile riconoscibile e coerente lungo decenni senza mai perdere misura e identità.
Nato a Voghera nel 1932, aveva fondato la sua maison all’inizio degli anni Sessanta, imponendosi rapidamente per una couture fatta di linee pulite, volumi controllati e una femminilità mai urlata. Il rosso che porta il suo nome è diventato un segno distintivo, più che un colore una dichiarazione di identità.
Le sue creazioni hanno accompagnato momenti pubblici e privati di donne che hanno segnato l’immaginario del Novecento. Attrici, regine, first lady hanno trovato nei suoi abiti una forma di sicurezza silenziosa, lontana dalle mode passeggere.
Accanto a lui per tutta la vita Giancarlo Giammetti, socio e complice, con cui ha costruito non solo un impero creativo ma anche un modo di intendere il lavoro fondato sulla disciplina e sul rispetto della bellezza.
Il suo ritiro dalle passerelle nel 2008 aveva già il sapore di un addio consapevole. Valentino aveva scelto di fermarsi prima che il tempo cambiasse il senso del suo lavoro. Oggi resta un’eredità fatta di eleganza rigorosa, memoria e stile che continua a parlare anche nel silenzio.




