In onda il 6 giugno

È Zerocalcare il protagonista della nuova puntata di “Stories”, il ciclo di interviste di Sky TG24 dedicato ai protagonisti della cultura e dello spettacolo. Ospite del vicedirettore Omar Schillaci, con la regia di Francesco Venuto, il fumettista e autore romano si racconta nello speciale “Zerocalcare – Saghe, anime, T-Rex e Tetris”. L’appuntamento è andato in onda lunedì 1° giugno alle 21 su Sky TG24 e torna sabato 6 giugno alle 12.15 su Sky Arte e disponibile on demand.

Al centro della conversazione c’è la nuova serie animata “Due spicci”, disponibile su Netflix, scritta, diretta e doppiata dallo stesso Zerocalcare. Un racconto dalle tinte noir che segue il suo alter ego alle prese con una scoperta inattesa: il migliore amico e socio in affari è sommerso dai debiti e occorre capire il perché. L’autore si dice soddisfatto del risultato finale, pur ammettendo di aver affrontato una sfida diversa rispetto al passato. Se la comicità e gli sketch brevi rappresentano da sempre il suo terreno naturale, la presenza di momenti più drammatici lo ha portato a confrontarsi con limiti e insicurezze legate alla recitazione.

La serie affronta temi come il lavoro, i rapporti di coppia, la violenza e il confronto con le aspettative della vita adulta. Un passaggio inevitabile per personaggi che, come il loro creatore, devono fare i conti con il tempo che passa e con la consapevolezza di essere ormai cresciuti.

Zerocalcare ripercorre anche il recente evento al Circo Massimo organizzato per il lancio della serie, confessando di aver temuto un clamoroso flop. Le presenze, invece, hanno superato di gran lunga ogni previsione. Non mancano poi riflessioni più personali, dal rapporto con il denaro alla necessità di sentirsi preparato ad affrontare le difficoltà della vita, soprattutto dopo i recenti problemi di salute del padre.

Tra aneddoti e battute emerge anche il lato più quotidiano dell’autore: l’avversione per gli ospiti in casa, la difesa del proprio bagno “intoccabile”, l’insofferenza per la tosse ripetuta e per chi russa. Piccole ossessioni raccontate con l’ironia che da sempre caratterizza la sua narrazione.

L’intervista offre inoltre un viaggio nelle passioni che hanno plasmato il suo immaginario. Dai cartoni animati giapponesi a “Jeeg Robot”, “Ken il Guerriero”, “I Cavalieri dello Zodiaco” e “Pollon”, fino alla paleontologia e ai dinosauri, con una predilezione dichiarata per il T-Rex. Un universo che continua a influenzare il suo lavoro creativo e il modo di raccontare il mondo.

Ampio spazio anche alle grandi saghe della cultura pop. Da “Star Wars” ai fumetti Marvel, passando per il rinnovato entusiasmo per l’universo DC sotto la guida di James Gunn, fino a “Game of Thrones”, di cui conserva ancora la celebre lista dei nemici da aggiornare. Sul fronte videoludico, ricorda l’amore per “Final Fantasy”, le sfide a “Street Fighter”, il fascino di “Metal Gear Solid” e il mistero mai risolto delle fatality di “Mortal Kombat”.

Tra i ricordi affiora anche un episodio dell’infanzia, quando una compagna di classe di cui era innamorato lo definì “brutto ma bravo a disegnare”. Un giudizio che, racconta con autoironia, tutto sommato avrebbe potuto essere peggiore.

Non manca infine un omaggio a Max Pezzali, figura centrale nella sua formazione emotiva e artistica. Zerocalcare arriva a sostenere che il proprio lavoro forse non esisterebbe senza il cantautore degli 883, capace di raccontare come pochi l’universo degli “sfigati normali”.

Tra ironia e riflessione emerge il ritratto di un autore che continua a interrogarsi sul proprio ruolo e sul peso delle aspettative del pubblico. Se da un lato il riconoscimento dei lettori resta una gratificazione importante, dall’altro genera oggi nuove pressioni. Una cosa, però, rimane immutata: la voglia di raccontare storie. È questa la dimensione in cui Zerocalcare continua a riconoscersi e che intende preservare, trovando nuove modalità per conciliare creatività e benessere personale.