Tornato ottobre, tornate le pagelle Padre e Figlia di XFactor.

 

Pagelle Michele:

 

GIORGIA 8

Ha da poco chiuso, con un clamoroso concerto all’Unipol Dome di Milano, una turnè durata giusto un paio di anni, raccogliendo quello che, anche grazie al suo essersi esposta come conduttrice, qui a X Factor, mostrando di sé un ulteriore aspetto, come tutti gli altri, di rara bellezza. Anche stavolta sembra essere perfettamente a suo agio in quello che è ormai un ruolo con uno storico, neanche più a potersi meravigliare di come risulti naturale nell’inedito ruolo di presentatrice. Per questo, pur temendo che dopo lei non possa che arrivare di peggio, il consiglio che mi sento di darle, in amicizia, è di tornare a occuparsi solo di musica, perché a stare dentro la televisione, alla lunga, non si può che incappare nella ripetitività e nella noia. Meglio uscire di scena quando si è ancora nel picco, come oggi, parere mio.

 

FRANCESCO GABBANI 6

L’anno scorso c’era Achille Lauro, che nonostante non fosse la novità, continuava a stuzzicarlo, fregandogli la scena. Quest’anno Irama. Certo, su di lui continuano a fare battutine, con chiaro riferimento a una certa voce che gira sulla sua dote. Almeno quest’anno non è lui a fare quelle stupide battutine che ci ha presentato con costanza l’anno scorso, sostituite come leit motivi dal “voglio fare il precisino”. Ma resta comunque uno che forse di essere lì in televisione, come cantava nel singolo estivo, non gli va più. O non gli dovrebbe andare più.

 

 

PAOLA IEZZI 9

Vengo spesso dipinto, tra addetti ai lavori, come “il poliziotto cattivo”, quello che si prende la briga di dire le cose che gli altri non vogliono dire, fingendo di non poterlo fare, quello politicamente scorretto, che spegne, metaforicamente le sigarette sulle mani degli indoli dei fan, stroncandone le opere. Ecco, se io sono il poliziotto cattivo Paola stasera si presenta come la poliziotta sexy, e già questo mi sembra sufficiente per premiarla con un bel voto, che comunque si merita non solo per la sua simpatia, che fortunatamente condivide coi suoi compari, ma anche per il suo modo di divulgare cultura musicale dentro un programma che ahinoi di musica si intessa troppo poco.

 

JAKE LA FURIA 5

Jake è simpatico, l’abbiamo detto, anche se stasera non brilla particolarmente. Sembra che si stia un po’ rompendo le palle di fare solo quello simpatico e buono, quindi sta lì, accodandosi spesso ai pareri dei colleghi, lasciando però il ritmo della puntata, spesso a lui affidato, nei camerini.

 

 

IRAMA 6

Ultimo arrivato, a dover sostituire il gigione Achille Lauro, idolo delle milf di tutta Italia, Irama sorride con gli occhi, consapevole di avere dalla sua un percorso tutto da costruire dentro una giuria consolidata, quindi la certezza di poter passare per la novità dell’anno. Ha anche la squadra sulla carta più forte, con quella band, Le Distanze, di cui scrivo ovviamente altrove, su cui sembrano incomprensibilmente scommettere tutti, e la cantante che più di ogni altra ha dietro la storia giusta, papà Nicola che la vorrebbe a casa a fare altro. Al primo live si muove benino, emozionato, ma meno gattino di come sarebbe lecito immaginarselo, e comunque con buone conoscenze musicali, che è noto qui a X Factor sono assolutamente superflue, ma male non fanno. Vediamo alla prossima.

 

 

MARCO MENGONI 4

Avevo deciso di non menzionarlo neanche, perché trovo vergognosa l’operazione Allo sbagliato, e trovo imbarazzante che lo vada a presentare lì davanti a Paola Iezzi, cui ha palesemente scippato l’idea di Iezz We Can. Poi ho sentito la sua esibizione dove ha presentato il nuovo singolo, Giornate perse, e mi sono detto che forse era il caso di sottolineare come uno come lui, che dice che sborsare oltre duecento euro per andarlo a vedere fare il cazzo che gli pare in un localetto di Milano è come concedersi quella scena all’anno al ristorante stellato, non solo paragonandosi a qualcosa che lui non credo rappresenterà mai, e come se non sapesse per altro in che condizioni vive questo paese, non azzecchi una canzone manco per sbaglio, contravvenendo alla legge dei grandi numeri. Carina la cosa di dire che chi gli scrive le canzoni, Jacopo Ettore nello specifico, venga presentato come “uno che gli aggiustato delle cosine”, sarà che si sente uno chef stellato e alla lunga uno perde il senso del ridicolo, ma insomma, Marco, ricordati chi sei e da dove vieni, più che dove pensi di essere arrivato, perché così proprio no.

 

TIMOTHEE E TEO BOK 4

Vengono ripescati con l’X Pass da Giorgia, che potendo scegliere punta su due delle voci più educate e anche professionali passate da quelle parti ultimamente. Detto che delle voci educate, in genere mi frega poco, figuriamoci in un programma che è decisamente su altro che punta, per sua natura, credo che i due ragazzi in questione, pur nelle loro differenze, si somigliassero manco poco, e che la scelta del pubblico da casa, temo, si è basata su un sentiment che con la musica c’entra pochissimo. Passa Teo Bok, finendo nella squadra di Gabbani cui facevano entrambi squassantemente cagare. Passa Teo Bok ma la speranza è che presto non troveremo traccia neanche di lui.

 

 

MAD DOG 6,5

I quattro ragazzi sardi suonano bene, e riscattano la prova non eccelsa alle Last Call, dove hanno sterilizzato i Killers. A differenza di altri suonano loro, o almeno così sembra, e questo già sembra un miracolo. Suoni grezzi e facce pulite, si sa, funziona sempre bene assieme. In fondo, come l’Inghilterra, anche la Sardegna è un’isola.

 

VERONICA 5,5

Quando nei video introduttivi della gara è stato mostrato il momento in cui Veronica ha regalato a Jake un suo quadro, quadro che seppur ruotandolo rimaneva sempre uguale, abbiamo tutti visto Jake guardarla con la faccia di uno che non ci ha capito niente. Ecco, a sentire lei in gara io stavo facendo la stessa faccia di Jake. Poi, è chiaro, Dolly Parton avrebbe messo in difficoltà chiunque, ma proprio per questo, forse, sarebbe stato meglio confrontarsi con qualcun altro, perché, questo sarà il mio mood di quest’anno, le voci educate vanno bene, ma serve anche la personalità, che qui, a mio avviso, se c’è non si è vista. Arriva al ballottaggio, quindi evidentemente anche a casa la cosa viene percepita. Per sua fortuna entra Teo Bok, il Mad Headrun del nuovo millennio, almeno un altro paio di puntate se le potrebbe anche permettere.

 

LE DISTANZE 3

Ho avuto modo di ascoltare questi ragazzi questa estate, al Primegia Awards che mi vedeva in giuria e vedeva loro in gara. Lì c’era una delle giudici che ne esaltava la bravura come musicisti, senti che sound, senti che tiro. Solo che la canzone che presentavano, come anche stasera, era tutta sostenuta da una serie di strumenti, archi, il piano che magicamente continua quando il cantante lo abbandona, la chitarra, strumenti che magari avrete notato, i ragazzi non suonano. O se suonano non suonano live, lì. Quindi no, non suonano, perché figuraci, incerti come sono, se riescono a suonare dal vivo con tutte quelle sequenze. Quindi, mi chiedo, ok, c’è il cantante che performa, strafacendo, ma a livello di band non vedo nulla di interessante. Allora perché tutto questo entusiasmo? State cercando un nuovo fenomeno Maneskin? Dai, non scherziamo.

 

 

GIACOMO CALÒ 6

Nella audition Calò si è mostrato con Benson Boone e poi nei panni intimi di Mia Martini. Bene, la paura è che non è che ci sia molto altro da farci vedere. Stavolta Gabbani gli sbaglia anche canzone, perché nulla di nuovo mette al brano di Alex Warren, spostando la leva in mood noia mortale. Intendiamoci, Giacomo andrà avanti, probabilmente arriverà in finale, finale che potrebbe anche vincere, ma tanto non basta a farci vedere che oltre la voce c’è di più. Tipo il carattere, appunto. Poi vediamo quando dovrà fare i conti con gli inediti, solo con la voce dove va a sbattere.

 

ALEX FONTANA 8,5

Lo confesso, in questa edizione, quella di Alex Fontana mi sembra una delle due, forse tre personalità interessanti davvero. Un tiro rock che sembra poco abbia a che fare con casa nostra, ma che sarebbe credibile in UK, senza se e senza ma. Poi, che non avrà chance nel nostro asfittico mercato è altra faccenda, così come è vero che è stato anche un po’ impreciso e che quella imprecisione era parte proprio della sua rock attitude, e almeno non mi ha costretto a infilarmi spilloni sulle gambe per rimanere sveglio.

 

MANU 6

Ora, Paola gli affida una canzone che, cantata da Achille Lauro, mi induce a perdere la voglia di vivere, come un po’ tutto quello che interpreta il piacione per antonomasia. Stasera, nell’esibizione di Manu, tutto quello che non mi piace di come canta biascicando e stonando Lauro non lo trovo, ma la canzone continua a farmi cagare, il che è un problema evidentemente mio. Lui comunque ha fatto il suo.

 

 

ALICE FREGOSO 6+

Dalla è Dalla, e su questo non ci piove, ma fare paragoni, ci dicono, è ingeneroso. Mi sfugge, allora, perché gli affidino questi classici. Lei cantare bene canta bene, è intonata e ha anche una sua personalità, fatto che quest’anno mi sembra latiti un pochettino. Stasera si becca un 6 giusto perché ha dimostrato almeno di non tirarsi indietro, senza per altro strafare come invece hanno fatto Le Distanze con Il cielo di Renato Zero, devastandola. Comunque, diciamocelo, un suo concerto solo dopo cinque gin tonic, poco conta che sia io o lei a averli bevuti. Vista la base di partenza, azzardo, meglio lei di Calò, per rimanere alla squadra di Gabbani. Però esce, quindi a Gabbani resta il cerino in mano, che poi sarebbe Teo Bok, a volte la vita sa essere davvero incredibilmente ironica.

 

CAMILLA 8,5

Ecco, quando parlando di Alex Fontana dicevo che quest’anno c’erano solo due nomi che trovavo interessanti, intendevo proprio Camilla, una che non aveva mai cantato se non in oratorio prima delle audition e che si mangia il palco, con una voce non solo con una grande pasta, ma pure con un controllo incredibile, tale da permetterle di trasmettere emozioni, perché le voci educate a questo dovrebbero servire, se no sono solo voci educate. Davvero brava assai.

 

LENANIE 7-

Lenanie è uno dei soggettoni di questa edizione, anzi, è il soggettone di questa edizione. Quando canta emozione, quando parla fa ridere, poi scrive canzoni o barre, come stasera, inserendole dentro Blu Celeste, denotando una sua cifra ben precisa, forse sbandierando un po’ troppo il suo vissuto, ma ci sta. Insomma, potrebbe venire fuori sulla lunga, per ora è transitorio, nel senso una promessa ancora da mantenere. Ciò detto, Lenanie è un nome di merda, ditelo al suo otorino.

 

ALIA 4

Mentre mi stavo annioando a morte, durante l’esibizione di Alia, mi sono messo a scrollare un po’ il cellulare, e Facebook, forse perché su Instagram li ho bloccati e Meta non può più propormeli lì, mi ha mandato in sequenza un reel di Simone D’Ercole e Nicola Pesce. Il primo, per intendersi, è il tizio coi capelli rossicci e la bocca di traverso che sospira di libri, postando ogni cinque minuti contenuti su cinque o sei titoli, al punto che se mai li avesse letti tutti dovrebbe avere almeno duemila anni sulle spalle, per non dire del suo non capire la differenza tra avere un tot di followers, e poter dire che quei followers sono in effetti reali interlocutori, ho appena chiesto a trecentomila persone eccetera eccetera, il secondo è quel garbato ragazzotto con la barba che, parlando con fare gentile ma fermo ci insegna la bellezza dell’essere garbati, procedere nella vita con lentezza e via discorrendo. Due profili stucchevoli, che ho giustamente bloccato su Instagram, salvo poi ritrovarmeli su Facebook. Ecco, Alia è così, garbata, gentile, dolce, ma al secondo ascolto la bloccherei ovunque.

 

SCRAFFS 6,5

Sentirli definire come “i punk della Val D’Arno” lascia un po’ perplessi, perché non mi sembra sia proprio quello il loro mondo, ma bravi sono bravi, e anche per questo poco punk, anzi, decisamente tecnici. Solo che sono anche talmente scazzati da rendere meno del solito proprio al live, e forse questo è punk, a pensarci bene. Non eccelsi, stasera, mavsimpatici da vedere, il che in mezzo a tutta questa noia mortale, rincuora. Per un attimo mi sono svegliato, poco non è.

 

 

PATRIZIA 7-

Il programma, dopo Mengoni che gigioneggiava per pubblicizzare quella cosa immonda che risponde Allo sbagliato, biglietti a oltre duecento euri per andare a star scomodi in un locale dove lui manco farà le cinque canzoni belle che ha in repertorio, sfido io a indicare la sesta, il programma, dicevo, è iniziato con un balletto dei ragazzi e le ragazze di Laccio Modulo Project che hanno messo in scena Berghein di Rosalia. Dico questo perché poi c’è gente che parla di talento smisurato per questa ragazza, brava, eh, ma comunque nulla a che spartire col concetto di talento che una come Rosalia invece incarna. Poi, se parliamo di X Factor, certo che lei è una delle migliori, anche lei potrebbe vincere, perché il pubblico della televisione apprezza i fuochi d’artificio più della sostanza, ma anche io, se entro in una scuola materna, risulterei uno particolarmente alto. Essere prevedibili mentre si fa qualcosa di particolarmente difficile non è facile, ma purtroppo è un po’ così. E resta il dramma di uno come Giacomo Calò, o prima di lei di una Mimì, fuori di qui non c’è un mercato per lei, perché gli Harlem Globtrotter non hanno mai vinto l’NBA e perché James Brown non credo scriverà per lei.

 

 

Pagelle Lucia:

 

Giorgia 5

Giorgia è Giorgia, questo è certo, però un commento sulla situazione che c’è adesso in Italia, specialmente al Sud, si poteva fare.

Poi so, non si scrive lei i discorsi, però io due parole le avrei dedicate.

 

Francesco Gabbani 4

Lui non ne ha più voglia, noi neppure.

Sembra tutto un film già visto.

E a parte la sua giacca appariscente, oggi niente di nuovo e di buono.

 

Paola Iezzi 7

L’unica che porta un po’ di Brio.

Mi dispiace anche per lei, che è destinata a questo ingrato compito, di nuovo, per il terzo anno di fila…

 

Jake La Furia 4

Per mesi ha dato giudizi, critici a destra e manca, a gente che meritava di stare lì.

Gente brava e talentuosa.

Facendo passare gente mediocre, inspiegabile.

Oggi però sono tutti bravi, bah.

 

Irama 4

Il nuovo Achille Lauro, forse poteva servire, forse no.

Per me no, ma al pubblico piace, quindi forse sbaglio io.

 

Timothee e Teo Bok 6 (canoramente 8 entrambi)

Non c’erano dubbi che i due ripescati sarebbero stati proprio loro, era palese, non c’era neppure bisogno di fare la finta.

Tutto prestabilito, tutto già scritto, come l’entrata di Bok.

Il povero Timothee era lì solo per fare la spalla, ma la gara era già vinta.

Peccato.

Soprattutto che fossero due uomini, di nuovo, come sempre.

 

Mad Dog 6

Bravi sono bravi, soprattutto visto il livello medio di sta sera.

Peccato che siano stati noiosi, ma solo perché prevedibili.

Nella prima serata forse mi aspettavo qualcosa in più, ma non solo da loro, da tutti.

Dovevano stregarci, invece ci hanno addormentato.

 

Veronica 5

Ma ho visto un altro programma o sono tutti peggiorati dalle audizioni?

Sarà il brano scelto, sarà l’emozione della prima sera, posso abbonarle tutto, ma è un no.

Esibizione a dir poco piatta.

 

Le Distanze 4+

Dai, c’è veramente bisogno di dire qualcosa?

Quando sono passato durante le audizioni pensavo fosse uno scherzo.

A maggior ragione vedendo gente pazzesca scartata perché troppo “musical”, si Jake, mi riferisco principalmente a te.

Per me non dovrebbero stare lì, mi dispiace, niente contro di loro, ma è inascoltabile.

 

Giacomo Calò 7-

Uno dei papabili vincitori dell’edizione, si sapeva dall’inizio e si è visto oggi.

Un secondo PierC.

A me lui piace, ma oggi qualcosa non andava, non so se si sono fumati una canna tutti insieme, che li ha rallentati inspiegabilmente, o se è un problema del mix, qualsiasi cosa sia, oggi non mi ha fatto impazzire.

Un interpretazione rabbiosa, fiacca, non al suo massimo, peccato, perché lui ci regalerà delle chicche, ne sono sicura.

 

Alex Fontana 8

Probabilmente il migliore di oggi, l’unico che è riuscito a distinguersi, e visti i livelli di oggi, direi uno dei pochi che meriterebbe la vittoria.

Classico cantante che se fosse nato a metà anni 2000 in Inghilterra avrebbe fatto strage di cuori.

Milioni di ragazzine con il suo poster in camera.

Ma siamo nel 2026, è nato in Italia, e probabilmente non vincerà neppure XFactor.

 

Manu 6

Lorenzo Salvetti 2.0.

Non vince, perché non vince, ma lo quoto ad Amici il prossimo anno.

Perché questa è l’industria musicale italiana.

 

Alice Fregoso 6

Ammetto che la sua delicatezza mi ha colpita.

Alle audizioni mi era piaciuta.

Oggi un po’ invecchiata, in tutto, look, trucco e parrucco, e pezzo che non le ha reso giustizia, per nulla.

 

Camilla 8.5

Niente da dire se non: GRAZIE CAMILLA.

Da sola ha reso valsa questa serata davanti alla televisione.

Energica, carica, lucente.

La canzone l’ha retta e interpretata benissimo.

Lei ha la cazzima che serve per stare sul palco, e oggi l’ha dimostrato, ha mangiato in testa a tutti gli altri.

È stato un piacere sentirla.

Degna delle finali, a differenza di altri.

 

Lenanie 5

Non so se sta sera sono io particolarmente sensibile all’udito, ma sta sera Irama ha sbagliato tutte le esibizioni.

Lui ne è la prova.

Un grandissimo no.

Blu celeste fatta cosi non si può ascoltare.

 

Alia 7

A me è piaciuta, paradossalmente più delle audizioni.

Una delle poche che sta sera ha fatto un’esibizione con i fiocchi.

Grinta e carisma da vendere.

Il brano l’ha saputo gestire bene.

 

Scraffs 6

Non li ho visti bene assortiti.

Il brano non li ha valorizzati, ma indipendentemente da questo loro non mi sono sembrati una band.

Forse è questo il vero problema.

 

 

Patrizia 7.5

Patrizia è brava.

Ed è brava proprio perché non sa sbagliare i brani.

Li azzecca tutti e li fa da dio.

Per questo durerà nel programma.

Fa un percorso, a differenza di altri che fanno esibizioni.

Probabilmente sarà una papabile vincitrice, e non mi dispiacerebbe.

Mi dispiace solo che potrebbe poi fare la fine di Mimì, ma quello non è un problema attribuibile a lei, ma al sistema.