Terzo giovedì e terzo live di XFactor, ecco a voi le pagelle Padre e Figlia:
Pagelle di Michele:
GIORGIA 9
L’edizione di X Factor 2026, quella appunto in corso, verrà ricordata, sì, contaci, come quella delle grandi voci. Che è poi un modo simpatico per dire che non verrà ricordata affatto, perché puntare sulle grandi voci è di suo un suicidio, se poi le grandi voci sono queste, Dio ci salvi. Una grande voce almeno c’è, però conduce. Conduce bene, sia chiaro, benissimo, ma forse l’idea di star lì a cantare a inizio puntata, come ormai sempre, è troppo un sottolineare la differenza da chi può e chi vorrebbe. Altro che empatica, Giorgia è proprio impietosa. Ciò detto, lei lì prova a salvare il salvabile, anche in una puntata del tutto priva di verve, niente liti furibonde, niente polemiche, niente di niente, al punto che vien quasi da augurarsi che a un certo punto proprio Giorgia chieda a Lenanie se è attratto dagli uomini o dalle donne, tanto lui non è manco stato prete. Però niente, si arriva a mezzanotte come neanche a un cineforum dedicato a Kurosawa, ma per fortuna domani è domenica.
FRANCESCO GABBANI 7
Francesco caro, innanzitutto mi scuso se settimana scorsa non ho colto appieno quel che dicevi riguardo l’uso di sequenze, in realtà di effetti, la diretta ha questi inconvenienti qui, il non cogliere appieno quel che poi si capisce tornandoci su. Stavolta hai fatto usare le sequenze tu, perché alla guerra si gioca come alla guerra. Ciò detto, quello che però mi sento di ripeterti, tanto più che dopo aver vissuto nel limbo che ospita chi, cantautore, viene percepito come cantante di canzonette, ora lì sei stato in qualche modo accolto come “il cantautore”, quello che fa musica musica, suonata, e che quindi ne capisce, vattene e non tornare più. Anzi, sappi che se ti alzi e cominci a correre, lì fuori nel parcheggio del RePower Theatre troverai un van scuro, coi vetri a sua volta oscurati, in moto e con le doppie frecce accese. Lì ci sono io, che ti aspetto, pronto per portarti via, questo programma è televisione, non musica, non fa per te.
PAOLA IEZZI 9
Per Paola, incredibile a dirsi, vale il discorso contrario a quello su Gabbani, o almeno sul Gabbani di oggi, ma non per cause che riguardano direttamente lei, quanto piuttosto sempre quella percezione, figlia di un pregiudizio, che da sempre si ha nei suoi confronti, lei non in un limbo, direttamente all’inferno, l’uso di una terza persona impersonale è lì giusto perché dare dei deficienti a chi lo pensa sembrava brutto. Paola è non solo una grande artista pop, ma è anche una donna molto simpatica e con una cultura musicale degna di chi viene solitamente riconosciuto come un cultore della musica tutta, magari appunto qualche collega cui pubblico e critica non applica pregiudizi. Il passaggio in cui ha sgamato le sequenze degli Scraffs, in qualche modo tirando in mezzo Gabbani è stato televisivamente parlando azzeccato, e concentrato di quel che ho detto fin qui. Come lo è stata la difesa da leonessa, parole di Giorgia, di Manu, capace non solo di parlare, ma anche di convincere. Sì, Paola ha beneficiato, a livello di immagine di X Factor, e fa bene a stare ancora lì perché, ahinoi, i pregiudizi, se sei donna, sono duri a cadere. Io immaginavo, auspicavo, che una volta capito che era anche altro rispetto la metà mora di Paola e Chiara, la sua carriera solista potesse finalmente prendere il volo, anzi, speravo che il format Iezz We Can, appena scippato da Mengoni con il suo Allo Sbagliato, potesse diventare un programma tv, invece siamo ancora qui, a lei che se dice qualcosa di simpatico e sensato strappa quasi un sorriso di sorpresa, “hai capito Paola Iezzi?”. Per questo, più che consigliare a lei di scappare dal programma, mi viene da consigliare ai miei quattro figli di scappare dall’Italia, forse anche dal Pianeta Terra.
JAKE LA FURIA 6
Jake non è la furia, semmai un puccioso simpaticone che fa battute, e ogni tanto mostra il canino. Ma che spesso parla di questioni tecniche che, così, a occhio, non sembrerebbero aderire alla perfezione né all’essere una furia né all’essere un puccioso simpaticone, ma manco all’essere il rapper che è. Mistero.
IRAMA 6
A me Irama sta molto simpatico, da quando è venuto a trovarmi al Villaggio del Festival, nel 2024, il sabato di quell’edizione di Sanremo, fuori diluviava e io, per ragioni che non sto qui a spiegarvi, stavo sottoponendomi a una sessione di massaggi al viso nel centro estetico ospitato nella medesima struttura. Lui è lì che arriva, sotto il diluvio e, complice il pavimento bagnato scivola, finendo steso per terra, sacramentando tantissimo. Il tempo di alzarsi e sentirsi rispondere, a precisa domanda, “Michele dov’è?”, “Sta di là a farsi una seduta di massaggi, appena finisce arriva”. Ecco, di fronte a tutto questo una popstar, ma forse anche un passante, mi avrebbe mandato a cagare, invece lui ha aspettato, e non solo, durante l’intervista con me e Lucia, è stato particolarmente simpatico, dicendo pure che si ricordava di quando, nel 2016, io l’avevo difeso dopo la sua incredibile eliminazione a Sanremo Giovani, nel corso del DopoFestival di Savino e la Gialappa’s, Sanremo Giovani vinto rocambolescamente proprio da Gabbani. Mi sta simpatico e anche per questo non dirò esattamente quel che penso del suo stare lì a dire a tutti che “è molto fan” in questa malaugurata edizione tutta incentrata sul canto. Immaginatevelo, potete. Risulta comunque molto simpatico.
CAMILLA 9
Camilla ha la voce. E soprattutto sa, vai a capire se è davvero questione appresa all’oratorio, gratia Deo, sa come usarla. Impeccabile e emozionante, anche nel momento in cui interpreta una canzone che non è esattamente il top per quel che riguarda il trasmettere emozioni.
LENANIE 2
In Italia esiste una legge sul diritto d’autore che prevede che si possa cambiare il testo di una canzone solo se chi ne detiene i diritti accetti quei cambiamenti. X Factor, è chiaro, si fa le leggi sue, lo faceva ai tempi di Anastasio, pesantemente, lo sta facendo quest’anno con Lenanie. Non sono un giudice e neanche una guardia, e capisco che non si può portare avanti una edizione solo con le voci, ma se proprio si doveva puntare sulla penna, beh, mi sembra ci fosse molto di meglio in giro, ma proprio molto molto, questo riguardo quello che è accaduto nelle scorse settimane. Il fatto che il video sia sparito da qualsiasi canale relativo a X Factor mi fa pensare che, a differenza di quel che pensava Irama, Fossati non si sia così esaltato, sentendola.
Stavolta Lananie si attiene alla legge sul diritto d’autore, e non aggiunge niente a Il cielo è sempre più blu di Rino Gaetano. Appunto. Non aggiunge niente. Semmai toglie intonazione, parecchio, e farlo con Rino Gaetano diventa quasi gesto situazionista, se solo sapesse cos’è il situazionismo. Finisce al ballottaggio, per la seconda puntata di fila, giustamente. Va a casa, inevitabilmente.
GIACOMO CALÒ 6
Vale lo stesso discorso di Patrizia delle scorse puntate, grande talento, anche un certo controllo, intendiamoci, ma al terzo live ha già rotto le palle. Le belle voci senza profondità, dietro o sotto, ma soprattutto senza un proprio repertorio, si sa, fanno la fine degli Antonino o delle Mimì, da noi. Poi, se posso dire, ma se una canzone è passata sotto le grinfie di Mike Patton, uno che non solo ha la voce, ma la sa usare come Dio, se cantasse, che senso ha affidarla a qualcuno che ancora deve capire cosa fare nella vita? Tecnicamente bravo, ma non faccio il foniatra o il
vocal coach, io.
ALIA N.C.
Nella mia vita professionale, o meglio in quella porzione della mia vita professionale che ho deciso di occupare svolgendo il lavoro di critico musicale, ho scelto come campo d’azione il pop. L’ho fatto perché non è il pop la musica che ascolto quando voglio farlo per il semplice piacere di ascoltare musica, così non devo trovarmi a far coincidere passione e lavoro, e anche perché, visti i nomi di quelli che si occupano di pop in Italia, sapevo che avrei avuto gioco facile. Bene, quindi di pop mi occupo per parte del mio tempo dedicato al lavoro. La sto prendendo lunga per dire che a me gli ABBA non piacciono, li trovo leziosi, iperbarocchi, artificiosi. Nel loro repertorio non amo in modo particolare Mama mia, ho anche odiato il film, sarà che sono eterosessuale. Quindi, ecco, mi scuserete se non ho avuto un’ottima impressione da Alia, che è brava, bella, a modo, ma ha avuto a che fare con una delle canzoni pop che mi fanno pentire della mia scelta di vita. Siccome però viviamo in questo paese di merda qui, quello dell’Ozepik e via discorrendo, Alia sarà forse la sola a poter proseguire una carriera.
TEO BOK 5
Questa canzone, Dio santo, l’ha cantata John Fogerty dei Creedance Clearwater Revival, che l’ha anche scritta, e poi da gente come Bonnie Tyler, Rod Stewart, Belinda Carlise, i Ramones, toh, anche gli Spin Doctors e anche il mai abbastanza celebrato Mango. Avevamo bisogno della versione di una voce come quella di Teo Bok, rispetto alle altre decisamente più educata, ma capace di trasmettere emozioni quanto un volantino del Lidl? Direi proprio di no. Si andasse proprio a sentire la versione di Mango per capire come va interpretata una canzone, o quella lenta di Willie Nelson con la figlia Paula, a meno che non si voglia stare a cantare al karaoke. Sulla pioggia sorvolo, perché in fondo mi sta anche simpatico.
LE DISTANZE 2
L’augurio è che Roger Waters si distragga per un attimo dal lanciare strali contro David Gilmour o Bibi Netanyahu e incappi in un video che trasmette questa esibizione, giusto un attimo prima di dichiarare guerra all’Italia. Ma come si fa a assegnare un brano così a questa band posticcia, ci fosse mai uno degli strumenti che si sentono in mano loro, e priva di qualsivoglia talento nel canto e nel suono? Fuori di lì, senza Laccio e Shake a costruirgli intorno lo show, resterebbe proprio il nulla.
SCRAFFS 6,5
Settimana scorsa ho bacchettato Gabbani quando, nel difendere i suoi, ha attaccato le altre band, parlando di sequenze. Il suo dire era, in sostanza, gli Scraffs sono i soli che sentiamo per così come suonano, gli altri hanno tutti effetti, sulle voci, e basi. Il fatto che i Mad Dog fossero appena incappati nei problemi paperineschi con l’autotune era il riferimento, elegantemente non fatto. Stasera gli Scraffs non erano lisci, anche loro a usare le sequenze, ma la loro attitudine punkeggiante, specie nel chitarrista Randall the Vandal, un soggettone, è tornata a farsi intravedere. Non benissimo, ma almeno bene.
MANU N.C.
Confesso: a giudicare Manu, il bel faccino, quel parlare di ragazze, quel suo essere così com’è, mi sento come se dovessi mettermi a recensire un romanzo di Geronimo Stilton, scusatemi, ma è davvero impossibile. Ecco, magari Lucio Battisti lo avrei lasciato stare.
ALEX FONTANA 8
Nell’anno delle voci, non mi stancherò mai ripeterlo, avrete notato, Alex Fontana è forse quello che ha studiato meno, ma ha un’attitudine che sopperisce sufficientemente a questa mancanza. Anzi, a dirla tutta, è uno dei pochi, pochissimi, Camilla l’altra, a reggere il confronto non dico con gli originali, qui si parla di Justin Hayward dei Moody Blues, attenzione, ma con l’idea che uno dentro un talent possa andare a confrontarsi con certi giganti. Ne esce ovviamente in piedi, e poco non è.
MAD DOG 6-
Un paio di settimane fa, andato a Londra per seguire il circo messo su da Cremonini per il lancio del suo Amateur, nelle quattro ore circa libere che mi sono ritrovato a dover occupare, sono andato prima a Brixton, a vedere il murale che gli è stato dedicato nel quartiere che gli ha dato i natali, e poi nel vicolo di Heddon Street, lungo Reagent Street, nel quale si trova il famoso murale con il fulmine e la cabina del telefono finiti nella copertina di The fall and rise of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars. A accompagnarmi, nelle ore di volo, David Bowie- Oltre lo spazio e il tempo di Paul Morley. Mettiamola giù così, a volte sono dell’idea che sia bene lasciar stare i santi.
PATRIZIA 6
Settimana scorsa l’abbiamo vista scontrarsi col fatto che puoi avere una voce davvero bella, saperla anche usare in certi contesti, ma tutto questo non è sufficiente, se poi alla fine procedi spinta dal talento ma un talento non adeguatamente supportato dallo studio. Oggi, invece, è avere qualcuno che non è in grado di assegnare il brano giusto il problema, perché Modugno è Modugno, e a Patrizia, evidentemente, manca il vissuto per tenere su questa canzone. Il che è anche un peccato, perché nell’edizione in cui X Factor ha deciso di affidarsi solo alle voci, lei aveva anche la storia giusta, il padre avverso, la faccia sorridente. Le manca forse giusto l’X Factor.
Pagelle di Lucia:
Anche questa settimana vado di concorrenti, perché quest’edizione è l’edizione più noiosa che io abbia mai guardato, ed è più di 10 anni che guardo XFactor, e in parte, ma solo in parte, la colpa è anche dei giudici, quindi che sia un modo per spronarli, come a scuola, un 5 a tutti di incoraggiamento.
Camilla 8.5
Lei e Alex Fontana sono su un campionato a parte.
Bella, brava, elegante, perfetta in ogni esibizione.
Se non la vediamo in finale è la volta buona che smetto di vedere il programma.
Una voce ammaliante e con una padronanza non indifferente, per me come sempre, anche stasera, meravigliosa.
Lenanie 5
La settimana scorsa, io ricordo benissimo, che Veronica è stata eliminata soprattutto per salvaguardare il percorso dell’unico cantautore in gara.
Questa settimana il cantautore viene eliminato.
Questo programma è una parodia di sé stesso, altrimenti non si spiega.
Giacomo Calò 8
Lui è innegabile bravissimo, ha un’estensione vocale pazzesca, non gli si può dire nulla.
I brani scelti sono sempre impeccabili.
Ma c’è un però, il però è che a me non mi arrivano mai le sue esibizioni.
Mi sembra sempre etereo, incantevole, ma distante.
Come se mancasse la componente emotiva, ma forse è un problema mio.
Alia 4
Per me una persona che ha paura di risultare cringe non può fare l’artista.
Poi sì, lei è giovane e cresciuta con i social e con una generazione che considera tutto e tutti cringe, ma se vuoi fare questo lavoro, devo distinguerti.
E per distinguerti sarai cringe, moltissimo.
Teo Bok 7
Pronuncia magistrale e voce degna dei brani assegnati, senza alcun dubbio.
Nonostante ciò, a me, sembra uscito da un musical per bambini, da Frozen o High School Musical.
E non so se lui lo definirebbe complimento, per me lo è.
Le Distanze 3
Ma come si fa?
A volte penso ci prendano in giro a noi da casa, e che sia tutto un grande esperimento sociale.
Chi li definisce magistrali non ha mai sentito il pezzo originario, o non si spiega.
Scraffs 4
Loro fanno sempre parte dell’esperimento sociale.
Già l’essere punk e il partecipare a XFactor è un paradosso che poco comprendo, a maggior ragione con questa esibizione.
Fabio De Luigi, sta volta non ci siamo.
Manu 5
Mi dispiace, ma per me un grande no.
Questo pezzo è svuotato di tutta la sua potenza, emotività e carica.
Battisti o lo sai fare, o fai una grande figura di merda.
Questo, ahimè, è il secondo caso.
Ma aspetta, se fossimo ad Amici, spaccherebbe al 100%.
Alex Fontana 8.5
Alex Fontana è già pronto per tenere palchi e concerti ovunque.
È XFactor a non essere pronto a lui, non viceversa.
Bravissimo.
Mad Dog 6
Sicuramente la miglior band di questa serata, e la dice lunga.
Loro oggi mi sono piaciuti, ma hanno ancora molto lavoro da fare e tanto da migliorare.
Sicuramente dargli Bowie non aiuta, perché richiede di base un livello già avanzato, che al momento ancora non hanno.
Patrizia 8
L’inizio a cappella mi è piaciuto molto, il resto non mi ha convinto.
Non perché non sia stata brava, ma perché mi sembrava stesse performando, alla ricerca della perfezione.
Penso che Patrizia abbia molto talento, ma debba lasciarsi andare, non aver paura di sbagliare e sembrare più umana.
Però, non gli si può dire che non è brava.




