A novant’anni Woody Allen rimette l’occhio nel mirino. Il 5 ottobre 2026 partiranno a Madrid le riprese del suo 51esimo film, per ora battezzato WASP 2026 – Woody Allen Spring Project 2026.

Allen, che di solito sceglie il titolo solo a montaggio chiuso, questa volta è vincolato per contratto: l’accordo con le istituzioni madrilene che finanziano l’operazione con circa 3 milioni di euro di fondi pubblici – tra Governo Regionale e Comune di Madrid – impone che la capitale spagnola sia protagonista anche nel nome.

Sul cast, bocche cucite. La stampa iberica sogna il ritorno di Penélope Cruz e Javier Bardem, la coppia di Vicky Cristina Barcelona che nel 2008 regalò a lei l’Oscar, ma Variety frena: fonti vicine alla produzione smentiscono.

La tecnica: il cinema che non tocca terra

La notizia è il nuovo set, ma la chiave per leggerlo è sempre la stessa: la tecnica Allen. A 90 anni Allen gira ancora come a 30, con il suo metodo artigianale e immutabile:

– Il piano sequenza dialogico. Niente virtuosismi, la macchina è fissa, quasi teatrale. Due personaggi che parlano, camminano, litigano. Il cinema di Allen è parola che diventa movimento, nevrosi che diventa ritmo.

– La luce calda europea. Madrid sarà fotografata come Parigi, Roma, San Sebastian: una cartolina mai cartolina, malinconica e non patinata.

– La narrazione a capitoli morali. I suoi ultimi film non hanno più plot, hanno dilemmi. L’amore che tradisce, il caso che decide al posto del destino, l’intellettuale che scivola. WASP 2026, anche solo dal periodo di riprese, promette di essere ancora una commedia agrodolce sull’illusione.

In fondo Allen segue il suo personale copione: un uomo che cerca di dare un senso al caos, con una battuta pronta per non piangere.