Ci sono serie che intrattengono. E poi ci sono serie che ti restano addosso.
Questo weekend ho guardato Win or Lose, disponibile su Disney+, e appartiene decisamente alla seconda categoria.
In otto episodi, ognuno dedicato a un personaggio diverso, la serie racconta la settimana che precede la finale di campionato di una squadra di softball. Ma la partita, in fondo, è solo il pretesto e passa da contesto della serie, che si concentra su ben altro. Perché ogni episodio cambia prospettiva, un giovane giocatore, una mamma, l’arbitro, il coach. Bambini e adulti. Ognuno con il proprio peso sulle spalle.
Ma che vivono la stessa situazione, la finale di campionato.
Depressione. Ansia. Insicurezza. Pressione sociale. Paura di deludere. Bisogno di essere accettati. Sono le emozioni protagoniste di queste puntate.
La forza di Win or Lose sta tutta qui: mostra come lo stesso evento, la finale appunto, e come venga vissuto in modo completamente diverso a seconda di chi lo guarda. Non esiste una sola verità, ma tante piccole verità personali. È un po’ come Inside Out, ma più complesso, più stratificato, più vicino alla vita reale. Meno metafora, più carne viva, chiunque ci si può ritrovare, in almeno un episodio.
È delicata, profonda, pensata. Ma allo stesso tempo incredibilmente godibile. Gli episodi scorrono via uno dopo l’altro, e in un weekend ti ritrovi ad averla finita senza quasi accorgertene.
Così è successo a me.
Eppure è passata quasi in sordina. Poca pubblicità, poco rumore. Ma una maturità narrativa sorprendente, capace di parlare davvero a tutti, dai ragazzi che stanno costruendo la propria identità, agli adulti che, quell’identità, cercano ancora di tenerla in piedi nonostante il peso della vita.
Visivamente ha una semplicità che comunica tantissimo. Le illustrazioni ricordano lo stile di Elio, con linee pulite, colori morbidi, espressività immediata. Un’estetica che non sovraccarica, ma accompagna. E lascia spazio alle emozioni.
È una serie da mostrare ai giovani. Ma anche, e forse soprattutto, agli adulti. A chi si sente sopraffatto. A chi combatte silenziosamente con le proprie insicurezze. A chi si chiede se sta facendo abbastanza.
Si piange, sì, e io l’ho fatto, tanto.
Ma ti fa sentire meno solo.
Per me è un dieci pieno. Dopo tanto tempo, ho avuto la sensazione che la Pixar sia tornata alle origini, raccontare storie semplici solo in apparenza, ma capaci di entrare dritte nel cuore.
Se cercate qualcosa che vi faccia ridere, riflettere e magari guardare chi avete accanto con un po’ più di comprensione, Win or Lose è la serie che dovete vedere, meglio ancora se con i vostri figli.




