Vittorio Sgarbi è tornato al Policlinico Gemelli di Roma. Il critico d’arte ferrarese, 74 anni, si trova ora nel reparto di terapia intensiva e, secondo quanto trapela, le sue condizioni desterebbero preoccupazione.
La struttura ospedaliera ha confermato la degenza, senza però fornire dettagli sulle ragioni che hanno reso necessario il ricovero d’urgenza. Al momento, quindi, non c’è un quadro clinico ufficiale.
Non è un episodio isolato. Lo scorso anno, a marzo, Sgarbi era già stato preso in cura nello stesso ospedale romano per affrontare una grave forma depressiva. Un periodo buio che lo aveva spinto a isolarsi, a perdere molti chili e a rifiutare il cibo, fino a mettere a rischio la sua stessa vita. Da qui poi la lenta ripresa fatta di volontà e pochi impegni pubblici.
Negli ultimi mesi la figlia Evelina aveva parlato pubblicamente di patologie croniche neurologiche e cardiache emerse dalle cartelle cliniche e di una richiesta di amministrazione di sostegno, con una perizia disposta dal Tribunale di Roma a gennaio 2026.
Il nuovo ricovero riaccende i riflettori sulla fragilità di uno dei personaggi più divisivi e allo stesso tempo più colti del dibattito pubblico italiano.




