È stato il momento più alto, più lungo, più emozionante della serata di apertura dell’ 83ª Mostra del Cinema di Venezia. George Clooney ha ricevuto il Leone d’Oro alla Carriera.
Attore, regista e produttore, Clooney è stato celebrato per una carriera che attraversa quasi trent’anni di grande cinema. Un percorso che ha saputo tenere insieme Hollywood e impegno civile.
A consegnargli il prestigioso riconoscimento, con una laudatio sentitissima, è stata Laura Dern, amica e collega di lunga data. Al suo fianco sul red carpet, la moglie Amal in abito rosa cipria, mentre fotografi e pubblico lo accoglievano con un applauso interminabile.
Ma a restare impresso nella Sala Grande non è stato solo il premio, è stato il discorso dell’attore, diventato subito il manifesto di questa edizione.
Clooney ha voluto ricordare cosa significa il cinema oggi: “Nessuno ride, nessuno piange in lingue diverse, i genitori si preoccupano allo stesso modo, sognano allo stesso modo: per questo è difficile credere che tutti siamo diversi come ci dicono”.
Poi il passaggio più forte sul valore delle storie in un tempo che alimenta la paura dell’altro: “Viviamo in un periodo in cui ci dicono che dovremmo avere paura gli uni degli altri, ma non è così. E la storia ci insegna che le persone che cercano di far tacere non sono i politici, sono i giornalisti che cercano di fare le domande giuste, sono gli artisti, gli attori, i musicisti. Le storie sono sempre pericolose per chi specula sulla paura: ecco perché i film di sicuro non abbassano l’inflazione, ma ci ricordano che gli estranei magari sono gli eroi della storia di qualcun altro e che possiamo ancora stare seduti in una sala buia e interessarci alle storie di persone che non conosciamo”.
E infine l’ironia, tutta alla Clooney, sull’emozione di un premio alla carriera: “Quando ti arriva la notizia, la prima cosa che pensi è: che onore. La seconda: forse sanno qualcosa che non so, hanno parlato con i miei medici? Io faccio cinema da 45 anni, ma se mi guardo indietro non vedo una carriera, ma una serie di fortunati eventi. Nessuno arriva da nessuna parte da solo”.
Una standing ovation che non finiva più per un artista che a Venezia è di casa e che, con il suo Leone d’Oro, ha ricordato a tutti perché il cinema serve ancora: per insegnarci a non avere paura dell’altro.




