Un montaggio generato dall’Intelligenza Artificiale mostra il generale “condannare” gli avversari. Vannacci diventa imperatore dell’antica Roma come Robertus Vannaccius e davanti a sé, in arena, ha tutti i suoi avversari politici. Accanto a lui, abbigliato in toga da centurione, siedono Giorgia Meloni ed Ignazio La Russa.

Vannaccius ad un certo punto, abbassa il pollice per scegliere il destino dei suoi avversari politici.
È questo il contenuto di un filmato creato con l’Intelligenza Artificiale e pubblicato sui social dal leader di Futuro Nazionale. Bastano 30 secondi per far esplodere la discussione in Parlamento e sui media.
Al centro della scena, legati, compaiono Elly Schlein, Giuseppe Conte, Romano Prodi e Laura Boldrini. Verso di loro avanzano un leone e, con in mano falce e martello, Giuseppe Barboni, il militante di FN finito nei giorni scorsi nelle cronache per l’aggressione a un cittadino iracheno a San Benedetto del Tronto.
Chiusura da manuale hollywoodiano: il pubblico urla, Vannacci alza il braccio e abbassa il pollice. Il gesto classico della “condanna”. Dopo la pubblicazione social, subito scatta la polemica politica.
“È questa la campagna che ci aspetta?”
Il primo a replicare è uno dei “protagonisti” del montaggio: Giuseppe Conte.
“È questo il clima che ci attende alle prossime elezioni? È con personaggi di questo tipo che Meloni, La Russa, Tajani e Salvini pensano di costruire un’intesa?” attacca il leader M5S.
La risposta di Vannacci arriva in poche ore, secca: “Gracchia come una cornacchia”, replica sui suoi canali.
Anche Angelo Bonelli di AVS entra nel dibattito: “Il copione è quello di Trump. Delegittimazione dell’avversario e spettacolarizzazione della violenza. Ora sbarca anche da noi, e Vannacci ne diventa il testimonial”.
Il coro delle opposizioni
Non è solo Conte a prendere posizione dopo la pubblicazione del video. Intervengono anche diversi esponenti del centrosinistra.
Laura Boldrini, anche lei inserita nel video, parla di “scivolamento molto pericoloso”.
Dal Senato, il capogruppo M5S Luca Pirondini va più giù: “Qui non è questione di Intelligenza Artificiale. È questione di stupidità umana”.
E molti chiedono a gran voce un intervento di Palazzo Chigi. “Un silenzio assordante”, scrive Chiara Braga del PD. “Forse si stanno già preparando a candidarlo, pur di portarsi a casa qualche voto”, aggiunge Pirondini.
La difesa: “Non è il nostro linguaggio”
Da Fratelli d’Italia risponde il capogruppo al Senato Lucio Malan: “È una richiesta fuori luogo. Quel tipo di comunicazione non appartiene allo stile e al modo di fare di FdI”.
Intanto Vannacci, intervistato da un quotidiano locale proprio sul tema delle alleanze, ribadisce la sua posizione: “Non sarò la stampella di nessuno. La linea sul programma resta quella, e non si tocca”. Da Palazzo Chigi, per ora, nessuna replica diretta.
Il punto
Il video è palesemente un fake creato con l’IA. Non c’è nessuna reale minaccia. Eppure l’effetto è reale: riaccende il dibattito su come la politica usa la rete, sull’uso delle immagini generate, sul confine tra provocazione e simbolismo.
Vannacci gioca con l’estetica dell’Impero per colpire gli avversari. Le opposizioni rispondono parlando di deriva. In mezzo resta una domanda: in campagna elettorale, fino a che punto si può spingere la satira quando a farla è un algoritmo?
La risposta, probabilmente, la daranno i voti. E il modo in cui i partiti decideranno di gestire o prendere le distanze da questo tipo di comunicazione.




