Il vicepresidente Usa JD Vance è in Svizzera. Obiettivo: far partire i negoziati con i rappresentanti iraniani per frenare il programma atomico di Teheran e per rendere più solido l’accordo temporaneo che dovrebbe chiudere il conflitto in Iran.

Parlando con i giornalisti prima della partenza, il vicepresidente ha sottolineato: “Dobbiamo continuare a gestire la situazione tra Israele e Libano. La tensione si sta allentando un po’, ma va seguita con attenzione. L’obiettivo è rendere sicura tutta l’area, sia Israele sia il Libano”.

Vance ha espresso la speranza di vedere passi avanti sia sul nucleare sia sulla tregua in Libano. Proprio ieri l’Iran ha comunicato di aver chiuso di nuovo lo stretto di Hormuz. La decisione è arrivata dopo che l’esercito israeliano, secondo Teheran, ha violato il memorandum firmato con Washington lanciando raid a Nabatieh, nel sud del Libano. Gli attacchi avrebbero causato decine di vittime.

Chi partecipa
Per l’Iran al tavolo siedono il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Con loro, insieme a Usa e Iran, ci saranno anche il premier pakistano Shehbaz Sharif e il capo dell’esercito Asim Munir. Islamabad ha fatto da mediatore durante la guerra e ha già ospitato un round di discussioni tra Washington e Teheran.

Lo sfondo in Libano 

Intanto il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha ribadito in un’intervista che Tel Aviv resterà per anni nella zona di sicurezza controllata nel sud del Libano. “Non ci muoveremo di un millimetro finché Hezbollah non consegnerà le armi. E probabilmente anche dopo, perché servono confini difendibili”, ha dichiarato.

Una trattativa delicata, con molti fronti aperti. Vance punta a risultati rapidi su nucleare e tregua prima del rientro negli Stati Uniti.